A LIVELLA PAREGGIA I CONTI TERRENI. ANCHE QUELLI DI CIARRAPICO

DI PINO SCACCIA

 

Sappiamo tutti che ‘a livella pareggia a un certo punto tutti i conti terreni. E per buona educazione gli addii sono sempre ossequiosi. Ma non tutti quelli che vanno in cielo sono beati. Ci sono anche quelli destinati a qualche piano inferiore, con fuoco e fiamme. Prendete er Ciarra, ad esempio che ha appena concluso la sua esperienza in questo mondo di ladri. Fascista, orgoglioso di essere fascista, amico di famiglia dei Mussolini, devoto fedelissimo di Almirante, con il vanto di essere stato un picchiatore e imprenditore scellerato, senza scrupoli. Da editore si era inventato una catena che pure aveva sfiorato il successo. Soprattutto personale perché grazie ai buoni uffici di Storace aveva stornato milioni di euro, tanti, forse trenta. Finchè un giorno Storace è stato fatto fuori dalla Regione e Ciarrapico ha fatto il giro delle tante redazioni mandando a casa tutti, una manica di giovani con il volo interrotto senza preavviso. Non potendo più rubare aveva semplicemente chiuso. Così come in passato aveva chiuso altri capitoli della sua vita, l’acqua minerale, la Roma, appena non sentiva più odore di guadagno. Umanamente mi dispiace per la sua morte, come per tutti, ma certo non ne sento la mancanza. Sono l’ultimo che può giudicare una sentenza divina. Ma so che i diavoli non si rimpiangono.