ADDIO BIBI ANDERSSON, MUSA DI BERGMAN

DI CHIARA FARIGU

Ghiaccio e fuoco, la musa di Bergman, la Hepburn svedese, sono solo alcuni dei nomignoli che precedono o seguono il nome di Bibi Andersonn, l’attrice svedese che si è spenta oggi all’età di 83 anni. Da dieci anni lottava con i postumi di un grave ictus, una lotta impari anche per lei, dal carattere forte e volitivo.

Berit Elizabeth, questo il suo vero nome, è stata la protagonista di molti film divenuti nel tempo dei veri e propri cult, come Persona e Il settimo sigillo.

L’esordio nel mondo dello spettacolo a 15 anni con degli spot televisivi girati da Bergman, per il quale diverrà la musa ispiratrice negli anni a venire. Sorrisi di una notte d’estate (che segna l’esordio di una lunga collaborazione con il Maestro), Il settimo sigillo, Il posto delle fragole, Alle soglie della vita e Persona, a fianco di Liv Ullman, rimangono dei capisaldi della cinematografia mondiale che hanno contrassegnato la carriera della Andersonn. Oltre 90 i film ai quali ha prestato volto voce e talento da vendere; Bergman, John Huston e Robert Altman i registi coi quali ha collaborato più a lungo, dopo aver esordito nel ’53 con Nils Poppe in Dumbom dove interpretava il ruolo di un’artista circense.

Da una parte successo e riconoscimenti in tutto il mondo per il talento, l’eleganza e la bellezza che l’hanno sempre contraddistinta, dall’altra la vita privata che amava condurre in modo riservato. Due matrimoni, uno col regista Kjell Grede, l’altro con lo scrittore Per Ahimark, entrambi naufragati. Poi la malattia, un ictus che tra le diverse complicanze le aveva tolto l’uso della parola, obbligandola di fatto al ritiro dalle scene. L’interminabile convalescenza, oggi il decesso. Che lascia un gran vuoto nel cinema internazionale

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