GP AUTO ELETTRICHE. POCO RUMORE PER NULLA

DI MARIO PIAZZA

Chi tra venerdì e sabato si è imbattuto nei collegamenti streaming di Virginia Raggi dal circuito romano, leggendo gli aggettivi nei commenti avrà probabilmente creduto di essere vittima di un hackeraggio ad opera dei fedeli della Madonna di Medjugorie: Bella, brava, grande, numero uno, coraggiosa, tenace, splendida e così via fino ad un ripetuto “immensa”.

Esaltazione collettiva inusitata per un politico che meriterebbe l’attenzione di sociologi ed antropologi, ma sarebbe stato necessario uno psichiatra per osservare la reazione dei fedeli entusiasti e preoccupati per il futuro del pianeta quando, gironzolando tra stand ed officine volanti, si sono accorti che le colonnine dell’Enel da cui almeno una parte delle auto attingevano la loro energia verde non erano collegate ad un parco eolico o alla cascata delle Marmore e neppure a dinamo azionate a pedali dalla giunta romana, ma piuttosto a vari generatori a gasolio.

Chissà che il fervore ecclesiastico già messo a dura prova dalle ore necessarie per raggiungere il circuito e dalla pioggia battente non abbia ceduto il passo alla più famosa e liberatoria delle espressioni romane.