IL TASER. LA PISTOLA ELETTRICA CHE AMMAZZA POCO

DI MARIO PIAZZA

Fresca di giornata, l’ultima promessa dell’armaiolo di governo ci garantisce che entro giugno arriverà in dotazione alle forze dell’ordine la pistola elettrica, il taser.

Si tratta di una specie di pistola che spara due freccette elettrificate ma teoricamente non mortali che infliggono una scossa ad alto voltaggio mettendo fuori combattimento il bersaglio per qualche decina di secondi, quanto basta per disarmarlo ed ammanettarlo.

Teoricamente non mortali, ma negli USA le persone uccise dal taser dal 2001 al 2017 ammontano secondo i dati ufficiali a 1042.

Nonostante questi cospicui “danni collaterali” si potrebbe pensare che l’adozione del taser non sia una brutta idea, e sarebbe ragionevole se il suo uso fosse regolato dalle stesse norme in vigore per quello di una pistola vera. Nel Regno Unito ad esempio l’uso del taser in un’operazione di polizia deve essere autorizzato da un ufficiale della Sala Operativa, esattamente come l’uso di qualsiasi altra arma da fuoco.

La giustificata preoccupazione è che invece, sull’onda repressiva e muscolare che sta attraversando l’Italia delle ruspe, quest’arma “a bassa letalità” possa essere utilizzata con disinvoltura e a sproposito, magari contro chi è soltanto un po’ su di giri, ubriaco o come capita a tutti semplicemente molto arrabbiato.

Non sarebbe la prima delle promesse salviniane che si perdono nel vento elettorale, ma questa volta ne guadagneremmo tutti in salute.