71 ANNI FA LA LIBERTA’. CHE POSSIAMO PERDERE POCO A POCO

DI EMILIO MOLA

Sai quando è stato deciso che in Italia ti è concesso usare Facebook, Instagram o Twitter?
E’ stato deciso 71 anni fa.

E che puoi ascoltare la Trap o il Rock o il Pop o quello che ti pare? O che puoi anche vestirti come ti pare?
Sempre 71 anni fa.

Sai quando è stato deciso che puoi chiacchierare liberamente per strada con più di tre amici per volta anche di notte?
71 anni fa.

E che puoi dire e scrivere quello che vuoi? O che nessuno può privarti del tuo nome?
71 anni fa.

Sai quando è stato deciso che l’Italia è anche tua, di tutti gli italiani, e non di una sola famiglia o di una sola persona?
71 anni fa.

E che le donne devono godere degli stessi diritti dell’uomo?
71 anni fa.

Sai quando è stato deciso che ai ricchi e i potenti si applicano le stesse leggi, sanzioni e processi che si applicano ai poveri?
71 anni fa.

E che puoi, anzi, devi studiare? Che istruirti è un tuo sacrosanto diritto e non un privilegio concesso a pochi?
71 anni fa.

E che non devi più, tu ragazzino, essere mandato a morire in una guerra di aggressione per conquistare altri Paesi o creare Imperi per la gloria di un solo potente?
71 anni fa.

E sai quando è stato deciso che nessuna autorità politica può arrestarti o sequestrarti o privarti della libertà o spiare le tue chat in maniera arbitraria?
71 anni fa.

E che ogni persona è, lei e solo lei, penalmente responsabile di ciò che fa, dice o pensa, e che le conseguenze non devono ricadere sui suoi famigliari o vicini o parenti?
71 anni fa.

Sai che tutto questo, tutte quelle piccole e grandi cose che fai ogni giorno, e che probabilmente consideri scontate, ovvie, dovute, in gran parte del mondo e nella stragrande maggioranza della Storia non sono, non sono mai state e non saranno per chissà quanto tempo ancora: scontate, ovvie, dovute?

Sai che sei fortunato ad avere questi diritti che a miliardi di persone nel mondo e nella storia sono, sono stati e saranno negati?

Sai che gran parte di questi diritti, e molti altri, fino a poco più di 71 anni fa, e cioè fino alla promulgazione della nostra Costituzione, erano negati anche in Italia?

E sai che possono essere negati nuovamente?
Sai come succede?
A piccoli dosi.

Intanto si comincia dagli altri.
Si comincia sempre attaccando i diritti degli “altri”, privando arbitrariamente della libertà gli “altri”, sminuendo il diritto alla vita e alla libertà degli “altri”. Tanto sono gli “altri”. Sono stranieri.
E però intanto il concetto che i diritti inalienabili, sono – seppur per gli altri – alienabili, passa. E non è più un tabù. E prima o poi l’altro, sarai tu.

Poi si coltiva e si incentiva l’ignoranza, spacciandola per genuinità. L’ignoranza diventa un valore, diventa bontà, diventa un diritto. La cultura, invece, un attestato di arroganza e di furbizia. Se conosci le leggi, la Costituzione, i dati sull’economia, sui reati e tutte queste robe qui, sei un nemico del popolo.

E infine si esaltano valori astratti, ma carichi di emozione, come i colori, le bandiere, i nomi delle città, la nazione, il popolo di quella nazione che diventa all’improvviso un popolo di santi, di vittime, di onesti. Tutto. Anche se è la patria delle mafie, dei furbi, degli evasori, dei corrotti. Tutti buoni, tutti santi, tutti vittime dei nemici.

Ma tutti difesi da un uomo forte, un uomo del popolo, che parla semplice, che ci fa tanti complimenti, e che può fare quello che vuole, anche stuprare i diritti, anche violare la legge, anche violare la Costituzione, anche rievocare con frasi e battute la dittatura e sputare in faccia ai Padri Costituenti. Anche disertare e oltraggiare il 25 aprile. Purché ci difenda dai nostri nemici. Anche se questi nemici, non li ha mai visti nessuno.