STUPRO IN UN ASCENSORE, LA PROCURA RICORRE IN CASSAZIONE

DI CLAUDIA SABA

Lo aveva già preannunciato nei giorni scorsi e ieri, la Procura di Napoli, ha presentato ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame che ha rimesso in libertà i tre giovani, coinvolti nello stupro in Circumvesuviana.
I tre, di San Giorgio a Cremano, erano stati accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane 24enne di Portici.
Il ricorso fonda le sue basi principalmente su due punti: “che ci fu esplicita violenza e anche un’esplicita reazione”.
L’istanza punta il dito sulle tante divergenze emerse durante gli interrogatori in carcere. Uno degli indagati, aveva riferito di aver visto, la vittima, mordere uno dei ragazzi durante lo stupro in Circumvesuviana.
Per gli inquirenti, questo gesto, dimostrerebbe una chiara negazione a qualunque tipo di rapporto sessuale.
ll pm Cristina Curatoli e il procuratore aggiunto, Raffaello Falcone, avevano già fatto intendere, qualche giorno fa, di voler procedere al ricorso, ma solo dopo aver vagliato bene ogni aspetto della vicenda.
Sopratutto per quanto riguarda gli interrogatori dei tre indagati che presentavano, non poche contraddizioni.
Lo stupro, era avvenuto il 5 marzo scorso.
Secondo il Pm almeno due, dei tre indagati, non andavano rimessi in libertà.
Anche le immagini di videosorveglianza, mostrerebbero uno dei tre indagati stringere le spalle della ragazza e spingerla nell’ascensore.
Sarebbe questa un’altra prova che la giovane sia stata effettivamente costretta con forza, ad entrare nell’ascensore.
Una delle cause che aveva maggiormente contribuito alla scarcerazione dei tre indagati,
era stata la scoperta di una patologia psichica di cui soffre la ragazza. Da qui, la convinzione dei giudici, di non credere
all’ipotesi dello stupro per l’inattendibilità della vittima.
L’ultima parola, spetta ora alla Cassazione che dovrà far luce sull’intera vicenda.