TOTO’ CON LA SUA ARTE HA SCOPERTO L’IMMORTALITA’

DI VINCENZO PALIOTTI


15 Aprile 1967 Antonio De Curtis in arte Totò ci lasciava colpito da infarto. In effetti però non ci ha mai lasciato, sono passate generazioni ed ancora oggi si parla di lui attraverso film, sketch, libri ma quel che sorprende è oltre alle generazioni del suo tempo che sono cresciute con lui, ci sono le nuove che parlano di lui, lo conoscono, lo apprezzano e i suoi modi di dire si sentono ancora: ma mi faccia il piacere; ogni limite ha una pazienza; i suoi modi sono interurbani; sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo; ammesso e non concesso; a prescindere; parli come bada; è la somma che fa il totale; e si potrebbe continuare. Ma citazione più profonda, e forse la più utilizzata è “siamo uomini o caporali?”, che non ha mai perso nel corso degli anni, il suo significato e l’efficacia. Totò, a suo dire, divideva l’umanità in due categorie: uomini e caporali, a differenza di Sciascia che di categorie ne aveva fatte cinque. I caporali sono arroganti, prepotenti, furbi, disonesti, approfittatori, tutto il peggio insomma che possa esistere e tutto questo a discapito dell’altra categoria: gli uomini. Da non dimenticare “A livella” che è la sintesi della vita e la sua morale dovrebbe essere sempre presente nei pensieri degli uomini ma specialmente in quelli dei caporali, uno dei protagonisti di questa poesia che non accettava di avere la tomba, lui titolato, affianco a quella di un netturbino. Alla fine lo spazzino si rivolgeva al titolato caporale ricordandogli:
“’A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella
.’Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò, stamme a ssenti… nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie… appartenimmo à morte!”

Non credo ci sia bisogno di traduzioni, anche perché questa poesia, che è una lezione di vita, l’avremo sentita centinaia di volte.
Grazie Totò.