GRETA RICORDA BERNADETTE DI LOURDES. LE CREDERANNO?

DI CLAUDIA SABA

Chissà perché, Greta, mi fa tornare alla mente Bernadette.
Il giorno 11 febbraio 1858, all’età di 14 anni, Bernadette, un’adolescente indigente e senza alcuna cultura, incontra sulla sua strada una giovane “Signora” sorridente.
È un’apparizione improvvisa e ciò la turba profondamente.
Quel giorno Bernadette si reca alla grotta di Massabielle insieme alla sorella e un’amica per tagliare legna.
Ma resta indietro.
Non riesce ad attraversare il corso d’acqua del Gave.
Si toglie le calze, e subito viene attirata da un colpo di vento improvviso.
Eppure intorno a lei è tutto così calmo.
La “Signora” appena incontrata, le apparirà ancora in altre occasioni.
È lì a chiedere preghiera, conversione, penitenza.
E di portare i preti alla grotta in processione per costruirvi una cappella.
Bernadette racconta, ma non viene creduta.
Lo scettiscismo è un po’ ovunque.
Ma sopratutto è il curato di Lourdes a non crederle, anche se egli stesso non può non ammettere che le visite alla grotta di Bernadette abbiano riavvicinato molte persone alla fede.
Continua a mostrarsi sempre cauto di fronte a certi fenomeni, a volte anche scandalizzato per strane esternazioni della ragazza.
Il curato, a un certo punto, ingiunge alla presunta veggente di chiedere alla misteriosa Signora, il suo nome.
La risposta arriverà il 25 marzo, festa dell’Annunciazione: “Que soy era Immaculada Councepciou”. “Io sono l’Immacolata concezione”.
Con l’acqua della fonte trovata da Bernadette, molti malati vengono miracolati, guariti da ogni tipo di malattia e handicap.
E il curato di Lourdes, non potrà fare altro che credere alla sincerità di Bernadette.
Altri tempi, certo.
Tempi in cui si andava cauti nell’esprimere pareri o giudizi, in cui le parole avevano un peso così come i fatti.
Oggi capita invece, che una giovane di nome Greta, riesca a portare in piazza milioni di ragazzi, senza che ad alcuno venga in mente di fare alcuna verifica, senza scetticismi che tengano e senza che nessuno nutra il minimo dubbio sulla sua attendibilità.
Greta, 16 anni, lunghe trecce bionde. Un viso pulito, lo sguardo dolce.
Greta è il mito.
Greta ci fa riflettere, lancia la sfida del climaticamente corretto, della lotta al disastro del Pianeta. Ci porta a pensare, ad agire.
Adesso o mai più.
E così tutti a gridare insieme a lei, a questa simpatica ragazzina svedese di sedici anni che vuole riportarci sulla retta via. Perché siamo noi quelli incapaci,
che non ci siamo presi cura di questo pianeta. Siamo noi che lo abbiamo bistrattato, ignorato, infangato.
E forse ci sentiamo anche un po’ in colpa per questo.
Perché in fondo, è vero ciò che dice Greta.
E così per placare la nostra coscienza, la acclamiamo, la esaltiamo, la rendiamo quasi un fenomeno da baraccone.
Incuranti di quel personaggio al suo fianco, Ingmar Rentzhog, un esperto di marketing e proprietario della startup We Do not Have Time.
Incuranti che il 24 novembre 2018, Ingmar ha inserito
Greta nel board della società.
Incuranti del fatto che solo 3 giorni dopo, We Do not Have Time ( lo slogan di Greta) Ingmar lancia una campagna di crowfunding e raccoglie circa 2,8 milioni di euro da destinare al mercato dei servizi climatici e della sostenibilità.
Non pensiamo, non sospettiamo, non ragioniamo nemmeno per un attimo su chi è Greta e cosa possa davvero rappresentare.
Così incuranti da ignorare persino la traccia politica dietro di lei.
Ingmar, assunto come presidente del Global Utmaning nel maggio del 2018, ha come sua fondatrice Kristina Persson, ex ministro socialdemocratico svedese dello sviluppo che sostiene la necessità di combattere i nazionalismi emergenti in Europa e nel Mondo.
Ma noi non indaghiamo, non sospettiamo, non vogliamo sapere nulla.
In fondo lei è nata per fare il nostro bene, quello del mondo intero.
Perché mai dovremmo sospettare?
Eppure, quanti fili si muovono dietro la piccola Greta.
Che alla vigilia delle elezioni europee, da Strasburgo ci dice:”mi raccomando, votate alle elezioni di maggio”?
Oggi la presidente Casellati la incontrerà in Senato ma soprattutto incontrerà il Papa, un esempio di umana bontà.
E sarà un successo, certamente.
Ma chissà cosa direbbe il curato di Lourdes che a quella ragazzina di 14 anni credette solo dopo aver verificato.
E chissà cosa direbbe Bernadette stessa che passò per visionaria, che dovette faticare non poco per rassicurare il mondo intero, sulla bontà della “Signora” che guariva chiunque toccasse l’acqua della sua grotta.
E chissà cosa direbbe mai la stessa “Signora” pensando a quanto sia cambiato il mondo, diventato all’improvviso così “credente” da credere tanto velocemente nei miracoli.
Qui, e’ Greta il vero miracolo.
E magari oggi il papa penserà di farla santa subito.
Mica come Bernadette che ha dovuto patire per decenni!
Vai Greta. È il tuo momento. Benvenuta tra noi.
Sei tu il nuovo miracolo di questo mondo!
E Bernadette, aveva solo sbagliato cielo!