LA MIA NOTRE-DAME DE PARIS DA BAMBINA

DI CARLA VISTARINI

Avrò avuto otto, al massimo nove anni, quando lessi “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo. La storia di Esmeralda e Quasimodo mi colpì al cuore, come poi anche il film, visto in un cineforum anni dopo, con Gina Lollobrigida e Anthony Quinn. La suggestione maestosa di una vicenda intrisa di storia, religione, passioni, superstizioni, amori impossibili, dedizione, tragedie umane, intrighi di palazzo e bassifondi, mi conquistò e mi fece sentire parte del tutto. Mi sembrava di essere lì anch’io, piccola, per le strade di Parigi, nella Corte dei Miracoli, nei meandri segreti della cattedrale… E poi il desiderio di vedere coi miei occhi quel luogo magico che dava nome al romanzo. E quando la vidi, Notre-Dame, la prima volta, rimasi così, immobile, incantata. La fantasia era realtà, finalmente. Il destino tragico di Esmeralda e Quasimodo respirava ancora tra quelle pietre, insieme ai secoli e all’eco di preghiere lontane e ai lamenti di un passato intenso e brulicante di eventi ed emozioni. Ecco, Notre-Dame è questo e tanto, tanto, tanto ancora. E’ l’immensità della nostra storia, della fantasia, della letteratura, del cinema, del passato come solido racconto su cui poggiare il nostro presente e prendere il volo per il futuro. Notre-Dame è nel cuore per sempre e io voglio vederla di nuovo bella, immensa, affascinante, misteriosa e mia, nostra, come e più di prima ❤️ Presto ❤️