NUOVE TENSIONI PER LA DIRETTIVA ANTI-MIGRANTI DI SALVINI

DI CHIARA FARIGU

E’ un continuo botta e risposta tra Matteo Salvini e gli alleati di governo. Motivo della tensione la crisi libica ed il possibile arrivo di diverse centinaia di migliaia di migranti sulle coste italiane. Col rischio di possibili infiltrazioni di terroristi islamici.

Più che un rischio, una certezza, sostiene il ministro dell’Interno, ragion per la quale in Italia si entra solo ed esclusivamente con il permesso. La linea dura dei porti chiusi, dunque, viene ribadita ancora una volta e con maggiore fermezza. Non solo a parole ma tramite una direttiva, la terza in ordine cronologico per contrastare il fenomeno di immigrazione clandestina.

Circolare inviata ieri ai vertici della Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Marina Militare e Guardia Costiera, compreso, per conoscenza, il Capo di Stato Maggiore.

Il documento mira, in particolare ad ‘avvisare’ la Mare Jonio (la nave umanitaria della ong italiana Mediterranea), in mare verso le coste libiche per soccorrere i migranti in fuga da Tripoli che i porti sono e resteranno chiusi. E che le forze armate sono tenute a vigilare ‘sul rispetto delle norme nazionali e internazionali, da parte delle ong’.

Dalla direttiva si evince che non saranno ammesse violazioni alle regole di navigazione. “Ingerenza e pressione impropria che viola ogni principio ed ogni protocollo”, replicano i vertici militari che giudicano questi avvisi veri e propri atti di ‘sconfinamento’ di ruoli. “Queste cose accadono nei regimi, non in democrazia. Noi rispondiamo al ministro della Difesa e al Capo dello Stato, che è il capo Supremo delle Forze armate”.

Dello stesso avviso anche la ministra della Difesa Trenta che ha più volte ha ribadito che chi scappa dalla guerra non è un migrante ma un rifugiato e che non sarà la minaccia dei porti chiusi a fermare un esodo di massa.
Alla Trenta si è aggiunto Di Maio invitando Salvini a mollare quei Paesi che non accolgono migranti invece di allearsi con essi, se si vuole aiutare davvero l’Italia. Le polemiche infuriano, la tensione è alle stelle.

Convocato per oggi un tavolo tecnico al ministero dell’Interno sull’attuazione di quest’ultima direttiva con tutti i vertici a cui è indirizzata. L’obiettivo, viste le posizioni distanti tra le parti, è cercare un’intesa.