SALVINI SI E’ SPENTO. E PER MOLTI E’ GIA’ A FINE CARRIERA

Gentile Direttore,

a mio parere Matteo Salvini ha perso il tocco magico. Da settimane lo vedo nervoso, spento, spaesato. Secondo lei è già finita la luna di miele con gli italiani?

Paola Barbieri, Genova

Gentile Paola Barbieri,

gli italiani sono imprevedibili, per cui potrebbero continuare ad appoggiare  ancora il capitano della lega nord. Però è un dato di fatto che Salvini l’estate scorsa aveva l’Italia in mano. Più passavano i giorni più il suo consenso cresceva. Ora non più. E i motivi sono diversi.

-Il segretario della Lega nord è monotono. Ha puntato la sua campagna elettorale permanente sui migranti, dando retta ai malumori dei nostri connazionali. Ma poi, a conti fatti, il problema non è stato affatto risolto, anzi. Non sono stati rispediti in patria  i tanti migranti irregolari ,  un’ondata di profughi rischia di riversarsi sulle coste italiane con la crisi libica. E quando non risolvi un problema considerato così urgente, la gente finisce per non crederti più.

– Sempre più persone si stanno mettendo di traverso. Le sue   alzate di testa, non sono più tollerate. Ad esempio, i porti chiusi reclamati a gran voce  dal vice premier, che inducono le forze armate a eseguire e basta, hanno creato più di un malumore tra i vertici della difesa. E’ uno scontro duro, quello tra le forze armate e il ministro dell’interno,  e non è detto che a vincere sarà Salvini.

-Armando Siri, sottosegretario alle infrastrutture  del governo Conte e braccio destro di Salvini, indagato per corruzione è una tegola inaspettata che offusca l’immagine dura e pura che il ministro dell’interno voleva imprimere al proprio partito, dopo gli anni delle mutande verdi, dei diamanti in Tanzania, dei quaranta nove milioni di euro truffati allo Stato. Evidentemente, ed è il parere di molti, Salvini può anche cambiare il nome al suo movimento, ma se non cambiano gli schemi c’è poco da fare.

-Salvini è il ministro dell’interno. Ma sul tema della criminalità i risultati sono disarmanti. Tre sparatorie in tre giorni, femminicidi praticamente quotidiani, e un diverso atteggiamento nei confronti degli assassini italiani da quelli stranieri. Una volta per tutte: un assassino è un assassino, sia esso di origine veneta o senegalese. E questo voler utilizzare  due pesi e due misure, non è degno di un ministro dell’interno. In tanti se ne sono accorti e non lo tollerano più.

-Ovunque vada, Salvini è contestatissimo. A Perugia, in una piazza semivuota, con non più di cinquemila persone, almeno duemila erano lì a protestare. Nell’estate scorsa nessuno avrebbe avuto il coraggio di farlo e per la prima volta Salvini ha avuto un fallo di reazione, ha perso l’aplomb da bacioni ed è passato diretto all’insulto, come da filmato qui sotto.

-Ma, quel che è più importante,  la politica di Salvini, tutta basata sulla propaganda, come del resto si lamentano da settimane  gli alleati di governo, è andata ad infrangersi sul tema più delicato per gli  italiani: l’economia. Produzione industriale al palo,  una recessione che non è più solo tecnica, pil in picchiata, debito pubblico alle stelle, pressione fiscale in aumento, promesse elettorali, come la flat tax,  impossibili da mantenere , una povertà diffusa e sempre più preoccupante, l’ aumento dell’iva che finirà per impoverire ancora di più il paese. Insomma, quando le tasche sono vuote, la protesta verso chi è al governo, diventa scontata. Lo stesso popolo del nord fedele alla Lega è in subbuglio.

-In conclusione, è ancora presto per definire spento Salvini, però ha ragione lei, gentile Paola: il tocco magico non c’è più. Qualcuno si spinge addirittura a prevedere la sua fine politica a breve, se le elezioni europee non decretassero il trionfo del capitano . In fondo,  e ad istinto,   sta capitando  quello che è capitato all’altro Matteo: all’apice del suo successo è iniziata la fase discendente, repentina, brutale ancor più che brusca. Perchè gli italiani da sempre esaltano l’uomo forte, salvo voltargli le spalle in pochi istanti, quando si accorgono che tanto forte non è . E soprattutto  quando  capiscono che quell’uomo forte non risolve i problemi ma li crea.