I GRETINI SIAMO NOI

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

L’immagine è di quelle da far pensare ad una fake news ben studiata, tanto pare impossibile.
Poi si va a fare una visita sul sito e ci si rende conto che è tutto vero, a meno che i geni dell’informatica non siano arrivati davvero ad oltrepassare il limite consentito. Fa strano perché accade in tempi di copyright e regole nuove, in cui bisogna prestare molta attenzione a quanto si scrive, a come lo si scrive ed alle ripercussioni legali che il tutto potrebbe avere. Si titola in questo modo, si occhiella ancora peggio e si va in prima così…
Commenti pesanti che rasentano la maleducazione più totale, epiteti che nulla hanno a che vedere con le visioni differenti che è lecito avere ma che devono essere argomentate e spiegate.
Insomma l’ennesima brutta figura di un paese che di rispetto ed educazione pare ricordarsi solo quando a farne le spese sono i soliti noti, ma che dimenticano la buona etica comportamentale ogni qualvolta vengano indirizzate a chi forse diventa scomodo, o altro, chissà…
L’emblema del degrado più assoluto, della perdita totale dei valori, della situazione pessima in cui ogni giorno ci ritroviamo a vivere risiede tutta qui, in poche righe umilianti. Cosa dia così tanto fastidio di questa giovane ragazza che ha preso a cuore l’ambiente, il clima, la sua tutela, la sua sopravvivenza, riuscendo a mobilitare migliaia di giovani ( e non) in ogni angolo del pianeta, è difficile da comprendere. Dei giovani si sa soltanto parlare male, mettere in luce le loro inadempienze,

il loro modo di vivere superficiale e sbagliato, senza soffermarsi un solo attimo a pensare che la situazione in cui si sono venuti a trovare, altro non è, che il fallimento totale delle generazioni che li hanno preceduti e che hanno lasciato loro in eredità, questo traballante mondo impazzito.

Non si perde occasione per infierire sui più deboli, da cui si può anche dissentire, ma lo si deve fare argomentando con preparazione ma soprattutto con educazione. Con Greta attenzioni non ne sono mai state mostrate a dire il vero. Si è scatenato il mondo dei vip in primis dandole della persona inquietante, bruttarella, e pure esibizionista. Non si sono arrestate le polemiche neanche quando si è appreso che la giovane è affetta da una patologia ( sindrome di Asperger) che le fa assumere un’espressione del viso del tutto involontaria e che determina quello sguardo un po’ bieco che molti altri possiedono per natura in verità, senza avere nessuna patologia.

Cosa dà realmente noia? Il fatto che a generare queste idee sia stata una giovane “ragazzina” ed abbia anche riscosso successo, oppure che attenzionando clima ed ambiente diventa sempre meno possibile nascondere rifiuti radioattivi in quei terreni che spesso diventano la base per le nostre abitazioni? Dà fastidio che se si viene colti con le dita nel barattolo della marmellata e si decide di sversare olii esausti nei canali oppure nei tombini delle nostre città, nottetempo, quando gli altri riposano, si viene sanzionati ed anche pesantemente?

Siamo fatti così, un po’ tutti noi cittadini del mondo: ce la meniamo male se non ci si prende cura del contesto in cui viviamo e poi, quando qualcuno inizia a farlo, allora dobbiamo guardare al complotto, alla malafede. Dobbiamo far scivolare il tutto in una grande strategia di marketing che frutta chissà quali introiti a chi lo manovra. Non possiamo pensare a qualcosa a fin di bene, dobbiamo invece creare il clima del sospetto, insinuare dubbi, contestare. Abbiamo vista corta e bocche grandi, vediamo ciò che non dobbiamo e non vediamo quanto ci ruota intorno ogni giorno. Non ci preoccupiamo di chi compie trasferte a spese dei cittadini, a chi si materializza in ogni dove a caccia di voti, a mandare avanti una campagna elettorale senza fine ma con tanti fini, si tutti tranne quello di preoccuparsi poi realmente di quei cittadini a cui si riempie il cervello con chiacchiere inutili e pesanti per poi non agire mai.

Certo, poi c’è anche chi si preoccupa del fatto che Greta non vada mai a scuola, hanno ragione: ma sanno che si possono comunque seguire lezioni, con tutti i mezzi che la tecnologia fornisce ..quelli stessi mezzi che i nostri politici usano per twittare, per spammare, per sondare il terreno, per fare selfie e diffonderli ovunque.

Ci lamentiamo del degrado in cui viviamo e dimentichiamo che spesso, molto spesso, siamo noi che lo creiamo. Siamo tutti bravi a pretendere la libertà e poi a gestirla male. Parliamo di libertà di espressione ma poi se ci imbattiamo in qualcuno che la pensa diversamente da noi, non lo tolleriamo e giù a colpi di ogni mezzo possibile e immaginabile per rendere insidioso il cammino di chi magari a differenza di altri, riesce davvero a percorrere un pezzetto di strada insieme a qualcuno.

Si potrebbe dire: “nulla di nuovo sotto questo cielo” ed a torto o a ragione magari sarà così. Magari questa sarà davvero un’operazione di marketing, studiata ma ha il potere di sensibilizzare chi questa terra dovrà viverla ed abitarla negli anni futuri, e se questo serve per creare condizioni di vita migliori non è un male.. Fa specie che si risenta chi ha figli piccoli che devono crescere, respirare, tentare di giocare in ciò che rimane di una natura sempre più depraudata in nome del progresso o forse meglio dire del capitale.

Ci lamentiamo per la siccità, per le variazioni climatiche a cui assistiamo, per la qualità del cibo che ingeriamo. Ci lamentiamo per la qualità dell’aria diventata irrespirabile perché quattro passi a piedi non vogliamo più farli. Siamo pigri di natura ma veloci nel giudizio, siamo insensibili e ci spacciamo per attenti osservatori che non cadono in trappole palesi. Ma cosa viviamo ogni giorno? Promesse non mantenute, luoghi colpiti da piogge torrenziali e non ancora risanate. Manutenzioni a tombini mai effettuate, ambienti diventati nocivi per la fauna, la flora oltre che per noi mai attentamente attenzionati. Un paese che degenera di giorno in giorno, dalle mille speranze deluse, dal becero sessismo sfrenato, dal ditino puntato verso tutti tranne che verso se stessi.

Nasciamo ed ereditiamo solo un debito pubblico che non basteranno mille vite per risanare, ma siamo distratti e felici quando ci conviene. Uno sfacelo di proporzioni inenarrabili che si barcamena nello stesso mare in cui lascia annegare vite ed inquina con tutte le schifezze possibili. Ci risentiamo è vero: a parole e per le cose che non facciamo nulla per far cambiare. Poco invece all’indirizzo errato a cui mettiamo sempre pezze giustificative nel deretano perché va bene così. Non sappiamo di cosa si tratti, ma sappiamo che quanto detto da Greta corrisponde a verità, sappiamo che questo pianeta sta sprofondando e neanche troppo lentamente, verso un punto di non ritorno più grande di noi. Possiamo scegliere, non scegliamo di scagliarci contro chi qualcosa cerca comunque di farla, piuttosto cerchiamo di condurre uno stile di vita che consentirà di vivere in modo adeguato a chi ha ancora molti anni da spendere nel contesto disastroso che gli abbiamo creato.