NESSUN ACCANIMENTO, LA MASSONERIA STIA SERENA

 DI LUCA SOLDI 

 

 

Nessun accanimento verso la massoneria da parte della passata Commissione Antimafia che nella scorsa legislatura aveva deciso di veder chiaro negli elenchi delle liste dei membri che fanno parte del Grande Oriente, nelle sue varie componenti .

Lo ha deciso, la scorsa settimana, il Gup presso il Tribunale di Roma, Valerio Savio.

Ben poche le notizie su questo fatto arrivate dal mondo dei media e meno che mai dalla politica 

Il grande polverone ( ed un vero e proprio stato di agitazione ) era stato causato dal procedimento che vedeva coinvolti gli ex vertici della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi, Claudio Fava ed i componenti Davide Mattiello e Mario Michele Giarrusso  per abuso di ufficio e diffamazione. Il fascicolo fu aperto dal capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone nell’ottobre 2017 dopo una denuncia presentata dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (Goi) Stefano Bisi che lamentava un “animo persecutorio” dell’ Antimafia della passata legislatura ai danni dei massoni del Grande Oriente d’Italia e del suo leader. La prova di questa “massofobia” – dal titolo di un pamphlet edito dallo stesso GOI – sarebbe il sequestro degli elenchi degli iscritti alla massoneria (non solo del Goi, ma tutte le 4 principali obbedienze) della Calabria e della Sicilia, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Commissione allora presieduta dalla Bindi.

    Niente di tutto questo per la Procura di Roma, che, con atto sottoscritto da Pignatone e dai tre vice Ielo, Prestipino e Sabelli, ha chiesto l’archiviazione del procedimento cui il Goi si è opposto con una memoria sottoscritta dal cielo difensivo della Loggia, gli avvocati Fabio Federico e Raffaele D’Ottavio.

    Le difese (l’ex parlamentare Pd Marco Di Lello per Fava, Filippo Cocco per Giarrusso e Giorgio Beni per Bindi e Mattiello) hanno in udienza sottolineato l’assoluta legittimità del sequestro degli elenchi e la fondatezza di quella indagine sui rapporti Mafia e Massoneria, rapporti considerati, anche dagli inquirenti, rilevanti anche alla luce della lunga latitanza di Matteo Messina Denaro. Il Gip, riservandosi, comunicherà la propria decisione, archiviazione o nuove indagini, nei prossimi giorni.

    Nei giorni scorsi una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Trapani – che segue lo scioglimento del Consiglio comunale disposto dal Ministero degli interni nel giugno scorso – ha visto l’arresto di 27 esponenti politici e massoni di Castelvetrano e dintorni.

Di tutto ciò nessuna rilevanza sugli organi d’informazione 

Tutto pare essere stato messo a tacere e confinato in ambiti ristretti.

L’assalto alla “vecchia” Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi da parte delle massonerie è stato respinto anche per giudizio della legge ma di tutto ciò è bene che si sappia poco