LA SINISTRA ERETICA: IL SAGGIO DI GALLI E PATRIGNANI RIPENSA IL SOCIALISMO

DI COSTANZA OGNIBENI

Capeggiano su una copertina bianca di formato 12×17 le foto dei due politici intorno a cui si dipanano le considerazioni di questo interessante libretto. Entrambe in bianco e nero, sono posizionate come piccole tessere attaccate su di una bacheca. E, a cappello, un titolo, breve quanto eloquente, che sintetizza in due parole l’intera riflessione che il professor Giorgio Galli e il giornalista Carlo Patrignani sviluppano nelle pagine interne: “La sinistra eretica”.
Appartengono a Riccardo Lombardi e Yanis Varoufakis i due volti protagonisti, ed è sulla scia delle loro vicende che, pagina dopo pagina, il politologo e il giornalista snodano il loro pensiero, accompagnando il lettore in un percorso che mostra un insolito ma inevitabile parallelismo tra le due personalità, vissute in epoche storiche diverse quanto lontane, ma estremamente vicine per gli eventi di cui sono state protagoniste e le soluzioni che hanno avanzato. Diversi ma uguali per le reazioni, per le prese di posizione, per il rifiuto di scendere a compromessi. E per la capacità di cogliere quello che viene definito il “male oscuro” della sinistra; un fardello che da sempre grava sulle sue spalle, e destinato a rimanere tale fintanto che non viene riconosciuto. Un male oscuro, per dirla con le parole del professor Galli, che ha portato la sinistra a fallire più volte nella storia e che si estrinseca in due aspetti: uno legato al mancato ruolo della classe operaia da cui Marx si aspettava un comportamento rivoluzionario, che avrebbe dovuto portare all’abbattimento del capitalismo prima e all’instaurazione di un nuovo modo di produzione poi; l’altro, di dimensioni più ampie, si colloca a livello psico-antropologico ed è ben chiarito nell’opera dello psichiatra Massimo Fagioli, per il quale la sinistra è destinata a fallire fintanto che non va alla ricerca di una nuova socialità legata al rapporto interumano. È il “lato oscuro” nel quale esponenti di ogni epoca sono sempre incappati e scivolati perché fintanto che limitavano la loro azione alla ricerca della soddisfazione dei bisogni, erano destinati a rimanere secondi rispetto a una destra solida in questo genere di battaglie. Ma c’è un elemento, un dettaglio, che la sinistra ha provato a cogliere e si è sempre vista sfuggire di mano: Marx nella lettera al padre l’aveva chiamata “la perla delle perle”, lo psichiatra, ricorda Patrignani, la chiama “Fantasia di sparizione”, ed è quella ricerca mirata a cambiare gli esseri umani, non il mondo, attraverso il riconoscimento di un’uguaglianza alla nascita destinata a diventare specificità nel momento in cui ognuno sviluppa la propria identità. È una battaglia, questa, dove il male oscuro della sinistra si esprime nel non aver mai compreso che a far da contraltare a una destra che propone la soddisfazione dei bisogni fine a se stessa, è necessaria una sinistra che proponga una altrettanto efficace azione di ricerca di benessere, ma con un fine specifico: la liberazione dai bisogni per potersi finalmente occupare delle esigenze, che sono specifiche e diverse per ognuno. Il riconoscimento di un’uguaglianza di fronte al rapporto con la natura che si accompagni al riconoscimento di una profonda differenza tra l’uno e l’altro per tutto ciò che rapporto con la natura non è.
Concetti importanti, concetti fondamentali, racchiusi in questo piccolo ma prezioso saggio edito da Biblion International Monographs, sviluppati, dicevamo, attraverso una sapiente digressione che crea un parallelismo tra un Riccardo Lombardi che negli anni 60 propone una svolta socialista – successivamente fallita – e l’attuale ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis che dopo aver rifiutato il compromesso con la Troika si dimette da ministro e crea un movimento paneuropeo, divenuto in seguito transfrontaliero democratico, con l’obiettivo di raccogliere tutte le sinistre del mondo attorno a una Internazionale Progressista organizzata assieme al compagno Bernie Sanders con l’obiettivo di combattere le tecnocrazie mondiali e i populisti che ogni giorno guadagnano sempre più terreno.
Un interessante excursus sul socialismo in Europa; sui suoi fallimenti, ma anche sulle sue speranze, con un’originale chiave interpretativa dei fatti che pone luce su considerazioni che potrebbero trasformarsi nelle fondamenta di un nuovo manifesto.
Con un linguaggio scorrevole e colloquiale, professore e giornalista, senza mai ergersi sul piedistallo del divulgatore, si siedono accanto al lettore e, pagina dopo pagina, lo accompagnano in un percorso alla fine del quale, arricchito di nuovi pensieri e spunti di riflessione, egli si renderà conto di non essere la stessa persona che aveva iniziato a leggerlo.