LA SICUREZZA DI SALVINI: FASCISTI LIBERI DI SCORRAZZARE IMPUNITI

DI ONOFRIO DISPENZA

Riassumiamo quel che è accaduto questa mattina a Milano. Di questi tempi, abituati a registrare tutto l’osceno e di più, stentiamo a pesare lo scandalo di quanto avviene, di volta in volta, sempre più spesso, in questo Paese. Come la sera che a Roma un gruppo neofascista riuscì, senza essere disturbato da polizia e carabinieri, a proiettare un filmato del duce sul fronte di Palazzo Venezia. Che peraltro ha di fronte un distaccamento dei carabinieri. Scorribande e provocazioni fasciste sono così tante da apparire come la risposta ossequiosa ad un ordine programmato, e assecondato dall’interno delle istituzioni, con disposizioni ad hoc, in centro e in periferia.
Veniamo ad oggi, riassumiamo. E’ la vigilia del 25 Aprile, ricorrenza che si annunciava, e continua ad annunciarsi, carica di tensione, come voluto dal ministro dell’Interno che da tempo svilisce e offende la Liberazione. Perché la tensione lievitasse, aveva fatto sapere che a lui il 25 Aprile proprio non riguardava. Siamo a Milano – dicevamo – e nelle vicinanze di piazzale Loreto. Per giunta, è il giorno di Milan-Lazio, e si sa che all’interno delle tifoserie romane abbondano frange fasciste con licenza di fare quel che vogliono, dentro e fuori lo stadio.
A Roma o in combutta con i fascisti di altre piazze, pronti a spostarsi ogni dove pur di alimentare la tensione e seminare violenza. Si poteva ben conoscere chi tra questi fascisti romani era partito per Milano, e a Milano arrivato.
Hanno un nome, molti hanno precedenti e daspo, tutti hanno una cartellina negli uffici della Digos, con foto e descrizione di tatuaggi dove abbondano svastiche, aquile e chincaglieria fascista.
Ebbene, nonostante queste premesse, come è stato possibile far arrivare a Milano e dispiegare lo striscione inneggiante a Mussolini, mettere in scena la manifestazione con omaggio finale al duce e il solito saluto romano? Come è stato possibile impunemente mettere in scena questa tragicommedia, con foto e video d’occasione, prontamente in Rete? Tutto senza che ci sia stato un poliziotto a fermare la sceneggiata ed applicare la legge che vieta questo tipo di manifestazioni.
Salvini è il loro capo, lo dimostra quotidianamente, da loro è riconosciuto, Salvini è inconciliabile con la Repubblica democratica nata con la Liberazione, inconciliabile con le istituzioni democratiche. Il suo giuramento sulla Costituzione è stato l’atto di uno spergiuro, e lo dimostra quotidianamente. E la sua tardiva dichiarazione del pomeriggio su quel che è accaduto a Milano ne è la prova.

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