PD, MORTA PINA COCCI, MILITANTE ROMANA CHE ATTACCÒ I VERTICI DEL PARTITO

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Pina Cocci, 66 anni, era la delegata romana di Tor Bella Monaca. Il partito democratico la ricorda così: “la perdiamo nel giorno che forse più amava, il giorno della riconquista della Libertà, alla cui difesa Pina ha dedicato tutta la sua vita. Ciao Pina. Una dirigente e una militante fiera e appassionata”. Divenne famosa a livello nazionale nel maggio 2018 quando prese la parola dal palco dove era salita con la carrozzina su cui era costretta fin da piccola: “io ora me ne vado. Consegno la delega al presidente. Ma noi dovremo fare un congresso e se stiamo messi così come stiamo messi oggi, nun me chiamate”.
Erano i momenti più difficili per il Pd che non riusciva a superare lo shock del tracollo elettorale del 4 marzo. Pina Cocci contestava al partito di aver perso il contatto con le periferie, con i deboli, con il territorio, difatti affermava: “da là io sentivo le truppe cammellate. Veniteci nei territori, non vi mettete in bocca la parola ‘periferia’. Ma a Tor Bella Monaca chi v’ha mai visto?”. Affermava di non essere “renziana” ma metteva in dubbio la scelta di non far parlare dal palco l’ex premier, segretario dimissionario. Il suo “nun me chiamate più” divenne un hashtag su Twitter. Oggi è stata ricordata da Matteo Renzi, con questa frase: “ciao Pina, ancora non ci credo. Ciao e grazie per la tua passione, il tuo coraggio e i tuoi rimbrotti. Per la tua immensa passione. Pina è stata una compagna di strada generosa, appassionata, intelligente è sempre stata in prima fila alla Leopolda, alle riunioni dell’Assemblea nazionale, persino in tribuna del Parlamento durante il mio discorso sulla fiducia nel febbraio 2014. La sua polemica costante era un modo per dirti che ci teneva. Che ti voleva bene. E anche io le volevo bene, tanto”.
Matteo Orfini, ha affermato: “Pina ma come ti è saltato in mente di andartene così? Proprio ora che il nostro lavoro iniziava a darci soddisfazioni. Anche se tu ovviamente non lo avresti mai ammesso”.
Grazie alle sue calorose lotte, il segretario appena eletto, Maurizio Martina, riunì la prima segreteria proprio a Tor Bella Monaca. E poi in altre periferie delle grandi città. Il suo fu anche un appello all’unità del partito: “Io sono vecchio stampo e il segretario si rispetta sempre. Io vengo dal Pci dove ci si scontrava. Pajetta arrivava a tirare le sedie. Ma mai e poi mai si è sentito gridare ‘zitto'”.