AUMENTA LA RACCOLTA DI FIRME PER DIFENDERE LA STORIA A SCUOLA

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Sono in continuo aumento le adesioni alla petizione realizzata per difendere l’insegnamento della storia in scuole e università. Il manifesto è stato presentato il 26 aprile dallo storico Andrea Giardina, dalla senatrice a vita Liliana Segre e dallo scrittore Andrea Camilleri. A questi nomi famosi se ne sono aggiunti altri del calibro di Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Roberto Saviano, Michela Murgia, Guido Crainz, Gad Lerner, Benedetta Tobagi, Michele Mari, Giovanni De Luna, Stefano Massini, Eva Cantarella, Gustavo Zagrebelsky e Antonio Scurati, si aggiungono oggi, tra le altre, le adesioni di Ezio Bosso, Enzo Bianchi, Giordano Bruno Guerri, Carlo Petrini e Maurizio Landini, Carlo Feltrinelli, Carla Nespolo, Sandra Ferri, Stefano Mauri ed Elena Ferrante. “La storia è un bene comune”, questo è il titolo del manifesto contro la scarsa attenzione del Miur verso la disciplina. Ad ottobre era stato deciso addirittura di cancellare la traccia storica dall’esame di maturità. A tal proposito Liliana Segre, senatrice a vita aveva coinvolto la VII Commissione del Senato per “capire il perché della soppressione della storia. Un atto molto grave. Io mi sono sempre occupata di memoria. Ma memoria e storia vanno insieme”. Il ministro Bussetti aveva affermato che la traccia storica sarebbe stata assorbita in maniera trasversale dalle altre discipline. Lo storico Andrea Giardina, ha replicato: “il ministro avrebbe potuto riconoscere serenamente l’errore, impegnandosi a correggerlo. E invece ha preferito perseverare. Che cosa vuol dire che la storia sarà proposta in modo trasversale, anche nell’analisi e nell’interpretazione di un testo? L’approccio storico a un testo è interessante, ma non è l’unico. Quindi si finisce per fare un torto anche alla letteratura”. Al taglio della traccia di maturità si aggiungono i tagli alle cattedre universitarie per carenza di fondi, la diminuzione dei ricercatori e i tagli alle ore di didattica. I sostenitori dell’appello chiedono che la prova di storia venga ripristinata negli scritti dell’esame di Stato delle scuole superiori; che le ore dedicate alla disciplina nelle scuole vengano incrementate ed infine che nell’università sia favorita la ricerca storica.