RACCOLTA DI FIRME PER DIFENDERE LA STORIA A SCUOLA

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

A ottobre dello scorso anno era stato deciso di depennare la traccia storica dall’esame di maturità. Una notizia che da subito ha sollevato perplessità. “La storia è un bene comune” la cui conoscenza forgia in ognuno i fondamentali principi di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini.  Sono queste sostanzialmente le parole con cui inizia fiero l’appello promulgato dallo storico Andrea Giardina, dalla senatrice a vita Liliana Segre  e dallo scrittore Andrea Camilleri per salvare lo studio della storia nelle opportune istituzioni. Andrea Giardina si occupa prevalentemente di storia sociale, amministrativa e politica del mondo romano e della fortuna dell’antico nel mondo contemporaneo, la senatrice ha vissuto le pagine più buie della storia contemporanea ossia quelle dell’olocausto mentre Andrea Camilleri noto come il papà di Montalbano è uno scrittore e docente di italiano.  Il manifesto lo hanno presentato insieme il 26 aprile ed è rivolto principalmente a Marco Bussetti, Ministro della Pubblica Istruzione e agli organi preposti affinché venga salvaguardato lo studio di questa importante disciplina. Il Ministro aveva a sua volta risposto che la storia era solo apparentemente cancellata in quanto la stessa sarebbe presente in maniera trasversale nelle altre discipline oggetto d’esame. Lo storico Andrea Giardina, a tal proposito invece ritiene che: “il ministro avrebbe potuto riconoscere serenamente l’errore, impegnandosi a correggerlo. E invece ha preferito perseverare. Che cosa vuol dire che la storia sarà proposta in modo trasversale, anche nell’analisi e nell’interpretazione di un testo? L’approccio storico a un testo è interessante, ma non è l’unico. Quindi si finisce per fare un torto anche alla letteratura”. «La trattano come merce d’antiquariato, fuori moda, da accantonare. Ed è pericoloso: la storia fa parte del presente, e senza la consapevolezza di ciò che è accaduto non daremmo un senso alla nostra scena politica e sociale»: sono le parole di Fulvio Cammarano, presidente della Società per lo studio della storia contemporanea, una tra le tante associazioni di storici che hanno sostenuto l’appello. Luigi Migliorini Mascilli, presidente della Società per lo studio della storia contemporanea, afferma : «la storia è la base del diritto di cittadinanza, un cittadino capace di giudizio deve avere una conoscenza storica. Non c’è società del mondo che non abbia rapporto col passato: anche nelle vite singole ricapitoliamo quanto ci è accaduto perché siamo il frutto di quegli eventi». Gli appelli importanti da citare sono centinaia così come le adesioni che aumentano continuamente. Si aggiungono persone comuni e nomi famosi del calibro di Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Roberto Saviano, Michela Murgia, Guido Crainz, Gad Lerner, Benedetta Tobagi, Michele Mari, Giovanni De Luna, Stefano Massini, Eva Cantarella, Gustavo Zagrebelsky e Antonio Scurati, Ezio Bosso, Enzo Bianchi, Giordano Bruno Guerri, Carlo Petrini e Maurizio Landini, Carlo Feltrinelli, Carla Nespolo, Sandra Ferri, Stefano Mauri, Elena Ferrante e molti altri ancora. I sostenitori dell’appello chiedono a gran voce  che la prova di storia venga ripristinata negli scritti dell’esame di Stato delle scuole superiori; che le ore dedicate alla disciplina nelle scuole vengano incrementate ed infine che  nell’università sia favorita la ricerca storica. Un appello affinché la memoria del passato non divenga oblio per una generazione sempre on line.