1° MAGGIO 1947 – PORTELLA DELLA GINESTRA UN MISTERO DI STATO, UNO DEI TANTI, MAI SVELATO.

DI VINCENZO PALIOTTI


Il 1° Maggio, festa del lavoro che non dovrebbe mai mancare, la nostra Costituzione lo cita come fondamento irrinunciabile dello stato democratico e libero. Da ricordare, specie in questi tempi che vedono il riaffacciarsi di ideologie che in un triste passato hanno arrecato al paese violenza, lutti e soppressione dei diritti e delle libertà, il 1° Maggio del 1947 a Portella della Ginestra in Sicilia, in una terra cioè martoriata dalla mafia, che si è poi estesa a tutto il nostro territorio, per mano mafiosa ma armata da “menti raffinatissime” quelle stesse alle quali farà riferimento anni dopo Giovanni Falcone. Quel giorno di festa, ma anche di protesta per le condizioni inumane alle quali erano costretti i lavoratori, diventò un giorno di lutto, di sangue, infatti la manifestazione fu devastata dalla banda di Salvatore Giuliano che, versione ufficiale, sparò sulla folla provocando la morte di undici persone, tra cui tre bambini, e ventisette feriti. E la cosa non finì in quel contesto, il mese successivo alla strage vi furono attentati con mitra e bombe a mano, vere azioni militari, contro sedi del P.C.I. di Monreale, Carini, Terrasini, Borgetto, Partinico, San Giuseppe Jato e San Cipiriello che provocarono un morto e numerosi feriti. Salvatore Giuliano fu poi ucciso in circostanze misteriose da un ufficiale dei CC per ordine diretto dell’allora ministro dell’interno Scelba. In seguito stessa sorte toccò al suo luogotenente Gaspare Pisciotta, avvelenato in carcere durante il processo e prima che questi facesse luce, come aveva annunciato in modo minaccioso, sui mandanti della strage. Ancora oggi spiegazioni e ragioni di quella strage restano non chiarite ed accertate, così come non si sono mai scoperti i mandanti, su chi armò la mano di Giuliano e i suoi. La spiegazione più credibile e possibile,ai quali sono arrivati i tanti che si sono interessati di questa triste vicenda, è quella che vede il coinvolgimento di alcuni pezzi dello stato, una costante purtroppo in tutte le stragi, ai quali si unirono fascisti golpisti, Junio Valerio Borghese per fare qualche nome, con il contributo attivo dei servizi segreti americani, oltre ad una parte della politica filoamericana, tutti “preoccupati” per un’affermazione della sinistra con a capo i comunisti nel nostro paese. Questa strage, la prima della storia repubblicana, si affianca a tutte le successive stragi e a tutti gli omicidi eccellenti, tra mafia, malaffare e politica e che, come Portella della Ginestra, mai hanno portato alla verità.

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