DECRETO SICUREZZA, STOP DEI GIUDICI: PROFUGHI, SI’ ALLA RESIDENZA

DI CHIARA FARIGU

Come se non fosse già abbastanza il caso Siri per agitare i sonni del vicepremier leghista. A rendere briose le sue giornate, i sindaci disobbedienti (Orlando e De Magistris in testa) e ora anche i giudici che fanno le pulci al decreto sicurezza di fresca approvazione.

L’ultima in ordine cronologico Matilde Betti che, nell’accogliere il ricorso inoltrato da due profughi, con la sentenza odierna stabilisce che i richiedenti asilo hanno diritto ad essere iscritti nel registro anagrafe ed ottenere pertanto la residenza.

Andando, in tal modo, decisamente contro le regole fissate dal decreto secondo il quale il permesso di soggiorno non costituisce titolo per l’automatico riconoscimento all’iscrizione all’anagrafe.

La norma secondo il tribunale di Bologna non è coerente con la ‘disciplina generale’: la mancata iscrizione ai registri anagrafici impedisce di fatto l’esercizio di diritti di rilievo costituzionale ad essa connessi, tra i quali rientrano quello all’istruzione, alla salute e al lavoro, diritti fondamentali per i profughi per iniziare il processo di inclusione nel territorio di accoglienza.

E’ una sentenza vergognosa, commenta Matteo Salvini,se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra’. Annuncia poi che verrà inoltrato ricorso ed invita i sindaci a rispettare quanto stabilito dalla normativa.

Invito del quale non terrà conto il primo cittadino di Bologna, Merola che saluta la sentenza con una certa soddisfazione: ‘Il ministro Salvini fa propaganda ma i fatti lo smentiscono: è ingiusto negare la residenza ai richiedenti asilo, il Comune procederà alle iscrizioni’.

La sentenza fa apripista ad altri casi analoghi costituendo un precedente giurisprudenziale ai quali i sindaci potranno far riferimento per ‘regolarizzare’ i richiedenti asilo presso i loro Comuni