EUROPEE: GALLI, AFFERMAZIONE DEI POPULISTI MA NON COME SPERANO

DI CARLO PATRIGNANI

I populisti avranno una buona affermazione ma non come sperano. Metterei però l’accento su due fatti più reali e concreti: la vittoria dei socialisti di Pedro Sanchez in Spagna e la candidatura, molto positiva, dell’economista Andrea Ventura per La Sinistra: sappiamo ora per chi votare.

Lo storico e politologo Giorgio Galli guarda con molta attenzione – quel che non fanno i media – ai risultati delle elezioni politiche in Spagna dove, grazie alla vittoria dei socialisti si conferma la validità del socialismo che persino negli Usa è di grande attualità: c’è una forte capacità di resistenza e di rilancio a sinistra su cui cui intelligentemente fanno leva Sanders e Varoufakis con la loro audace idea di una Internazionale progressista che è necessaria per contrastare il nuovo asse autoritario globale progettato da Donald Trump.

I media sono più attaccati al dacci oggi il nostro sondaggio quotidiano e al dacci la nostra polemica quotidiana tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, più che a indagare e approfondire quel che sta avvenendo a pochi chilometri di distanza in Spagna o in Portogallo e Inghilterra oppure negli Usa.

No, non credo a un’affermazione dei populisti nelle dimensioni certificate dai sondaggi, ribasce lo storico e politologo che intravvede al di là della corsa al sondaggio quotidiano un’altra novità: la candidatura molto positiva dell’economista Andrea Ventura, l’autore de Il flagello del neoliberismo – Alla ricerca di una nuova socialità, per la lista La Sinistra. Bene ora sappiamo per chi votare, aggiunge.

Ancora una volta la sinistra si presenta all’appuntamento elettorale – le europee di fine maggio – divisa e frammentata: oltre al Pd ci sono appunto La Sinistra, Più Europa, Europa Verde. E’ per l’irrisolto lato o male oscuro che dir si voglia della sinistra denunciato di recente da Varoufakis, il marxista erratico che, per fortuna, non è il solo: di clerici vagantes ce ne sono in giro, oggi come ieri, molti e pure onesti e bravi, basta scovarli e allora il populismo di destra avrà i giorni contati, conclude, fiducioso, il vegliardo politologo per il quale una via d’uscita c’è: è il socialismo che negli Usa grazie a Sanders, alla Ocasio-Cortez e alla Warren non è più una parolaccia mentre da noi stenta a farsi strada un partito progressista e socialista.