A PROPOSITO DEI 23,1MILIARDI CHE IL GOVERNO DOVRÀ TROVARE PER EVITARE L’AUMENTO DELL’IVA

DI EMILIO MOLA

Proviamo a chiarire un attimo la storia dei 23,1 miliardi di euro che il governo dovrà trovare entro ottobre per evitare l’aumento dell’IVA al 25,2%.

Come da copione Salvini, per lavarsene le mani e preservare i suoi voti, sta già dando colpa all’Europa.

I 23 miliardi di euro in questione non servono all’Europa. Non se li mette in tasca l’Europa. Non finiscono in Europa. Quei 23 miliardi di euro servono per pagare gli stipendi ai poliziotti italiani, ai carabinieri, agli infermieri, medici e insegnanti italiani, per pagare le strade italiane, le scuole e gli ospedali italiani e così via.

Cosa c’entra allora l’Europa?
L’Europa c’entra nel senso che, conoscendo i politici italiani e volendo l’Europa tutelare i conti italiani e da ulteriori debiti le future generazioni (che già dovranno buttare nel wc di soli interessi 80 miliardi ogni anno sul debito lasciato dalle vecchie generazioni), ha deciso bene di far mettere per iscritto ai politici italiani qualcosa del genere:

“Io politico italiano mi impegno a trovare ogni anno tot miliardi per pagare gli stipendi a poliziotti, carabinieri, insegnanti, medici, ecc. senza come al mio solito indebitare ulteriormente i miei figli facendo altro deficit e altro debito. Mi impegno a prendere quei soldi dalle tasche degli evasori, dei mafiosi, dai corruttori, degli sprechi e/o aumentando la produttività, anziché indebitare ancora i miei figli. In caso contrario, se non lo farò, allora in automatico scatterà l’aumento dell’IVA per poter ripianare quel buco che altrimenti io politico italiano avrei scaricato sulle future generazioni”.

Questo è quello che fa l’Europa con le clausole di salvaguardia: salvaguarda i giovani italiani dai debiti dei suoi politici.

Può l’Italia infischiarsene e trovare quei 23 miliardi, invece che aumentando l’IVA, facendosi prestare i soldi dai mercati? Certo che può. Solo che i mercati, vista a quel punto la totale inaffidabilità dell’Italia nel mantenere i patti (e i prestiti sono patti sulla fiducia) e vista la sua scelta di indebitarsi ancora di più, chiederanno tassi di interesse allucinanti. Che appunto ricadranno sulle future generazioni. Sempre che il Paese non salti prima.

Quindi l’Italia non può più fare deficit per trovare i soldi? Sì che può. Solo che il governo, quella quota di deficit che può fare ogni anno senza far saltare i conti (e soprattutto senza mettere in allarme i mercati che ci prestano i loro soldi), ha deciso di giocarsela per per pagare il Reddito di Cittadinanza e per accontentare glie elettori che volevano andare in pensione prima, a danno dei propri figli.

Per cui, visto che abbiamo scelto di giocarci così il deficit che possiamo fare, adesso non ci sono più soldi per evitare l’aumento dell’IVA.

E se alle europee vincono Salvini e i sovranisti? Non cambierà nulla: da qualche parte quei 23 miliardi dovranno saltare fuori lo stesso.

Quindi Salvini aumenterà l’IVA e taglierà i servizi o non manterrà la promessa sulla Flat Tax? No. Salvini, che piuttosto che perdere consensi farebbe fallire il Paese, troverà una scusa per far cadere il governo prima di settembre. Così la gatta dovranno pelarsela altri. E lui, responsabile di tutto questo, ne uscirà pulito. Pronto a raccogliere il malcontento della manovra lacrime e sangue che lui avrà causato, ma che altri dovranno varare.