BEATIFICAZIONE ALDO MORO. LA FIGLIA SCRIVE AL PAPA: ‘LA PREGO INTERROMPA IL PROCESSO’

DI CHIARA FARIGU

E’ un processo che non s’ha da fare per Maria Fida Moro. A meno che ‘non venga riportato nei binari giuridici delle norme ecclesiastiche’. E’ questo a preoccupare la figlia dell’ex statista ucciso dalle Brigate Rosse nel maggio di 41 anni orsono: ‘E’ una guerra tra bande non interessate alla verità quanto alla strumentalizzazione per propri fini’.

Una beatificazione gestita da persone interessate solamente al tornaconto personale per soddisfare le proprie ambizioni di potere.

Un processo che pertanto deve essere stoppato. E’ quanto scrive in una missiva indirizzata al pontefice Maria Fida, con la quale si dice mortificata di arrecare disturbo con la sua richiesta.

Più che una richiesta è una supplica con la quale si rivolge al Santo Padre, l’unico che può mettere fine al guazzabuglio che fa da contorno a questa beatificazione: ‘Preferirei mille volte che non fosse proclamato Santo – tanto lo è – se questo deve essere il prezzo: una viscida guerra fatta falsamente in nome della verità’.

Parole dure di chi ha sempre vissuto il dolore per quella morte, considerato un martirio dalla comunità cattolica (da qui il processo di beatificazione) in privato, rifiutando sempre qualsiasi onorificenza o riconoscimento da parte delle istituzioni che in quei terribili 55 giorni di prigionia nulla fecero per salvargli la vita. ‘Mio padre è stato tradito, rapito, tenuto prigioniero ed ucciso sotto tortura. Dal 9 maggio di 41 anni fa è cominciato il ‘business’ della morte e lo sciacallaggio continuativo per sfruttare il suo nome a fini indebiti’.

Sciacallaggio che continua anche in questo processo di beatificazione. Da qui la preghiera al pontefice di mettere la parola fine.

‘Regali, se può, a mio figlio Luca ed a me una giornata di pace in mezzo alla straordinaria amarezza di una non vita. Che il signore la benedica. Mio padre, dal luogo luminoso in cui si trova ora, saprà come ringraziarla’.
Non ha mai nascosto Maria Fida di essere interessata esclusivamente al fatto che suo padre venisse ricordato per il modo in cui ha vissuto. Per come ha servito lo Stato e le istituzioni, per come ha amato il suo Paese. Verità e rispetto che si aspetta anche in questo processo di beatificazione. Altrimenti è di gran lunga preferibile mettere uno stop.