Sindaca Appendino indagata

LA SINDACA APPENDINO INDAGATA E GIGGINO SI RIBELLA: IL SISTEMA CI ATTACCA

DI GIOVANNI FALCONE
Dopo il disastro di piazza San Carlo, riguardante la tragedia che ha colpito alcuni tifosi juventini durante lo spettacolo all’aperto della sera del 3 giugno 2017, a Torino, in occasione della finale di Champions League fra Juventus e Real Madrid, una nuova tegola giudiziaria si abbatte sulla testa della prima cittadina torinese Chiara Appendino: falso ideologico in atto pubblico per «avere indotto in errore» la dirigente dell’ufficio finanziario del Comune, i revisori dei conti, la giunta e il Consiglio comunale in relazione al bilancio di assestamento del 2016.
In pratica la Procura della Repubblica contesta alla sindaca di non aver inserito in bilancio un debito di cinque milioni di euro, insieme all’assessore al Bilancio Sergio Rolando e al capo di gabinetto Paolo Giordana.
Appena ricevuti gli Avvisi di garanzia da parte degli uomini della Guardia di finanza, la stessa sindaca ha chiesto di essere ascoltata dal magistrato inquirente. La “chiacchierata”, come l’ha definita l’Appendino, durata tre ore nella giornata di ieri l’altro è stata utile: “Ho chiarito quel che c’era da chiarire. Non ho nulla da nascondere, abbiamo sempre lavorato per il bene della città”.
Nel mentre abbiamo imparato che si può lavorare per il bene del proprio Paese anche quando si nascondono “i debiti”, il vice premier e doppio Ministro della Repubblica Luigi Di Maio, ha subito tuonato: “Il sistema ci attacca”.
Il nostro infaticabile Giggino, dal blog di Grillo – fondatore del Movimento 5 Stelle – continua: “Appendino sta risanando i conti dopo i debiti fatti da Fassino e viene denunciata dal PD, cioè da chi ha sfasciato il Comune”.
L’indagine infatti che ha dato luogo alla iscrizione nel registro degli indagati della Sindaca più due, è stata generata da un esposto presentato dal capogruppo del PD a Torino, Stefano Lo Russo insieme al capogruppo civico Alberto Morano
Alla vigilia delle elezioni europee, il Movimento si trova con i sindaci delle principali città governate come Roma, Torino e Livorno sotto indagine.
L’Appendino che accusava i suoi predecessori di averle consegnato una città con i bilanci sull’anticamera del dissesto, ora si trova a dover fare i conti con la grave accusa di aver falsificato la prima manovra finanziaria a sua firma per far quadrare i numeri. Secondo l’ufficio inquirente infatti, il pareggio di bilancio di fine 2016 sarebbe stato garantito attraverso un artificio scorretto sull’area ex Westinghouse, proprio davanti al Palagiustizia, su cui sorgerà il nuovo centro congressi, progetto che in campagna elettorale i Cinquestelle volevano sabotare e invece hanno mandato avanti.
Questo cambio di rotta vissuto nel passaggio delle chiacchiere della campagna elettorale alla gestione amministrativa del Comune di Torino, ha determinato la ipotesi di accusa di cui stiamo parlando oggi. Infatti, per far quadrare il bilancio 2016, si è chiuso l’accordo con il gruppo Amteco-Maiora, vincitore della gara indetta dal Comune nel 2013, e ha potuto iscrivere a bilancio 19,6 milioni in entrata.
Tuttavia, nell’anno 2012 la Città aveva ricevuto una caparra di 5 milioni da un’altra società, Ream, della Fondazione Crt, che avrebbe dovuto conteggiare come passivo, quale posta da restituire e quindi un debito in contabilità.
Non averlo indicato, significa aver nascosto la verità e quindi “falso in bilancio”.
In ogni caso, con questa vicenda abbiamo imparato che i bilanci si possono risanare in modo molto semplice: basta nascondere i debiti e non ne parliamo più!