LA STORIA GROTTESCA DI UN SINDACALISTA CGIL E DI UN SMS

DI MATTEO PUCCIARELLI

La storia dell’allora numero 2 della Cgil che voleva 50mila euro dal sottoscritto per aver ricevuto un sms.

Finalmente, visto il pronunciamento della giudice in mio favore, posso raccontare questa storia grottesca che però la dice lunga su molte cose.
Ad esempio sul fatto che un sindacalista in carriera della democratica e di sinistra Cgil ha perso tempo e soldi (immagino gli avvocati siano pagati dal sindacato e le spese per i legali di ”Repubblica”, che per sentenza saranno a carico del ricorrente, pure: se così fosse, ottimo modo per utilizzare i soldi dei lavoratori…) per intentare una causa verso un giornalista che ha avuto la colpa di inviargli un sms. Messaggio che avrebbe leso la sua privacy, perché inviato senza prima chiedergli il consenso (fa ridere, no? No non fa ridere).
Il signor Nino Baseotto segretario organizzativo della Cgil nazionale pretendeva 50mila euro di risarcimento – praticamente avrei dovuto accendere un mutuo in suo favore – per avergli inviato un sms in cui lo invitavo a «sparare meno fesserie» a seguito di un suo discorso pubblico in cui diceva cose non vere (appunto) rispetto ad un mio servizio passato. Forse potevo essere più diplomatico, capisco. Comunque sia Baseotto non rispose, come si può fare normalmente tra persone che comunque si conoscono, anche per le rime volendo eh, no: mi fece causa. Prima coinvolgendo l’ordine dei giornalisti, che liquidò la questione come irrilevante; poi direttamente in tribunale (stesso esito).
Ora, sono un ragazzo fortunato perché in quanto assunto ho ancora la tutela legale del mio giornale. Ma se non lo fossi stato, se fossi stato un giovane freelance, solo per aver fatto e poi difeso il mio lavoro direttamente con la persona coinvolta via messaggio, avrei dovuto anticipare migliaia di euro in avvocati, nella speranza che tutto andasse bene. Questo alla faccia della libera informazione e delle lotte per gli sfruttati, spesso silenziati con querele assurde, che sono tanti anche nel nostro settore.
Quel famoso sms costato tempo e soldi per fortuna non miei, si chiudeva così: «Saluti da Matteo Pucciarelli, giornalista ostile sì, ma alle burocrazie di ogni risma». Gli anni passano ma rimango della stessa idea.