LICEALE MILANESE PARLA ALLA CAMERA RACCONTANDO LA SUA VERITÀ

DI ANNA LISA MINUTILLO

Francesca Moneta, 18 anni, maturanda al liceo scientifico Virgilio di Milano, all’interno di un discorso sulla memoria delle vittime del terrorismo che ha letto alla Camera, ha affrontato temi come quello dell’ odio che stiamo vivendo in questi ultimi tempi nel nostro paese, ricevendo approvazioni ed applausi scroscianti anche dal vicepremier Di Maio e dai presidenti della Camera Fico e del Senato Casellati.
La sua classe insieme ad altri istituti è stata premiata ed è stata lei a ritirare il riconoscimento dalle mani di Mattarella. Queste le parole nel discorso di Francesca:

Stiamo vivendo un momento particolarmente difficile della nostra storia repubblicana. I valori fondanti la nostra convivenza civile paiono essere messi in discussione persino da chi riveste alte responsabilità di governo”. Parole che ci fanno interrogare, che non si possono e nemmeno si devono disperdere nell’etere ma alle quali si dovrebbero dare risposte concrete per migliorare le condizioni di vita di molti cittadini che non sono solo elettori.

Prosegue così Francesca:Ci sono parole e gesti violenti amplificati a dismisura dai social media, che diffondono un clima di diffidenza e di odio nella società civile, che mirano a screditare le istituzioni democratiche nazionali ed europee, che sono nostre, e che dovremmo imparare a difendere strenuamente per il bene di noi tutti”. Al termine c’è la seconda interruzione dettata dagli applausi, che la vede incredula, forse perché non aveva messo in conto tanta partecipazione al suo discorso.

In molti nelle sue parole hanno visto una sorta di affronto diretto al Ministro dell’Interno Salvini che non era presente ad ascoltare quando sostenuto dalla giovane. Una giovane come tante, che vive momenti con gli amici, che per aiutarsi fa la babysitter e che ama frequentare la palestra.

Una giovane che vive in famiglia insieme ad altre due sorelle, con genitori medici e che pensa di recarsi, dopo aver conseguito la maturità, in Irlanda a lavorare come ragazza alla pari ed a fare nuove esperienze di vita. Non ha una figura di riferimento nel panorama politico italiano, ma stima Saviano.

Una giovane donna che ha compreso la presenza di chi sfrutta in qualche modo i preconcetti obsoleti della discriminazione razziale per creare tensioni e divisioni e per suddividere tra morti di serie A e quelli di serie B. Non ritiene Francesca che chi fugge dal suo paese lo faccia perché non ha nulla di meglio da fare, ma che vi siano profonde difficoltà alla base di questa decisione.

Trova inconcepibile il fatto che ci si sia inventati anche il modo per vietare di aiutare queste persone in fuga da una pseudo vita fatta di guerre e di disperazione. Non ha ancora votato Francesca e lo farà il 26 Maggio per la prima volta, anche se è ancora confusa in merito e non ha ancora deciso a chi affiderà il suo voto.

Non ha vissuto gli anni 70 Francesca ma li ha compresi studiandoli, ciò che ha appreso non l’ha lasciata indifferente e pensare che in quegli anni, anche solo camminando per strada ed incontrando un gruppo di giovani con idee politiche differenti, potesse diventare il lascia passare per uccidere, le appare come qualcosa di grande da evitare di rivivere in futuro.

Il minimo comune denominatore tra passato e presente è rimasto questo odio, che quasi sprezzante di ciò che è stato vorrebbe tornare a mietere vittime ed a diffondere un clima di diffidenza e paura che si è fatto tanto per cercare di sconfiggere negli anni.

La perdita dei valori civili destabilizza in modo netto chi la vive perché spesso proviene proprio da chi ci governa

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