MIGRANTI SALVATI DALLA MARINA E DALLA MARE IONIO. E SI LITIGA

DI MARINA POMANTE

Il premier Giuseppe Conte disinnesca l’ennesimo tentativo di Matteo Salvini di bloccare l’attracco ai nostri porti a una nave della Marina Militare italiana.
Ieri in tarda serata la Presidenza del Consiglio dei ministri ha emanato una nota nella quale si legge: “I 36 migranti che erano a bordo di un’imbarcazione che stava per affondare, sono stati tratti in salvo dal personale della nostra Marina Militare che era a bordo della nave Cigala Fulgosi e ora sono stati tutti trasferiti sull’unità Stromboli. La nave Stromboli ora viaggia verso il porto militare di Augusta”.

Ieri Matteo Salvini da un palco di un comizio a Pesaro, aveva sentenziato la chiusura dei porti, ribadendo che bisognava lavorare tutti nella stessa direzione.

La nave non era intervenuta come si pensava in acque libiche ma a 43 miglia dalla costa, quindi in acque internazionali. La Marina italiana, con una nota aveva denunciato che il barcone soccorso imbarcava acqua ed era in procinto di affondare. Le persone a bordo, prive di salvagente, erano quindi in pericolo di vita.
La Cigala Fulgosi che è una nave dell’unita della Marina Militare italiana, fa parte dell’operazione Mare Sicuro e quindi monitora le acque conducendo un’attività di presenza, sorveglianza e deterrenza, anche in merito all’attuale situazione di criticità che interessa la Libia.

La nave italiana ha recuperato 36 persone di cui 2 donne e otto bambini. Tale unità è posta (ha ricordato la Marina Militare) in particolare a protezione distante dalla nave Capri, anch’essa facente parte dell’operazione Mare Sicuro, che si trova ormeggiata in porto a Tripoli per fornire assistenza tecnico-logistica ai mezzi della Marina Militare e alla Guardia Costiera libica.

L’unità svolge attività di tutela anche per il personale italiano presente a Tripoli, nonché alle piattaforme petrolifere dell’Eni, presenti al largo delle coste libiche.

Ieri sera, Conte ha raccolto la diponibilità di Malta, Francia e Lussemburgo di accoglienza dei migranti e resta in attesa di Germania, Spagna e Portogallo.

Sempre nella giornata di ieri, anche la Ong Mare Ionio ha tratto in salvo 30 persone tra cui una bambina di un anno.
Luca Casarini di Mediterranea ha spiegato che il soccorso è avvenuto ad una 40ina di miglia dalle coste libiche. La Mare Ionio stava rientrando dopo una giornata di pattugliamento ed ha intercettato un gommone in avaria che imbarcava acqua, con a bordo 25 uomini, tre donne, di cui 2 incinte e una bambina piccola con la mamma, erano a bordo anche 4 minori non accompagnati. Sono stati presi a bordo e avvisato il Centro Coordinamento Soccorsi di Roma.

Il commento del ministro dell’Interno è stato lapidario: “un conto una nave della Marina italiana e un conto è una nave di privati o di centri sociali come la Mare Ionio, per loro i porti restano chiusi”.
Durante la notte le trattative hanno fatto si che anche la Mare Ionio, potesse attraccare al porto di Augusta.
In questo momento la nave è in acque italiane e si trova al largo di Lampedusa presidiata dalle unità della Guardia di Finanza.