SILVIA, UNA COMBATTENTE FINO ALLA FINE

DI SALVATORE PRINZI

Silvia era talmente piena di vita che riusciva a sorridere anche mentre cantava. A un certo punto del video si vede che si diverte proprio, mentre sbeffeggia i mercenari che sradicano gli ulivi del Salento, patetiche figure destinate a perdere di fronte alla mobilitazione popolare.

C’è tutto in quel sorriso: la complicità della lotta, la fiducia nell’avvenire, la gioia dello stare insieme – tutto quello che siamo.

Anche se non sono credente, sono certo che Silvia oggi, dovunque sia finita, ci stia sorridendo. Perché a Lecce si apre una nuova Casa del Popolo di Potere al Popolo. Ed è intitolata a lei.

Silvia ci è stata tolta troppo presto, da un male infame, nemmeno 5 mesi fa. E tanti non l’hanno potuta conoscere, non hanno potuto sapere che persona splendida era. Tanti hanno perso l’occasione di vedere quel sorriso che si allargava sul suo volto, e finiva per espandersi sul tuo.

Anche quando tutto sembrava andare male. Anche quando ha scoperto di avere un cancro.

Le compagne e i compagni di Lecce hanno scritto sui muri un passaggio di una lettera che Silvia scrisse a Viola: “Questo mondo dobbiamo aggredirlo stringendoci e prendendoci sotto braccio, avanzando insieme”.

La forza e la tenerezza in una sola frase, come la troviamo in tutti i grandi rivoluzionari. Silvia era così.

Era una che, nonostante avesse scoperto la malattia, invece di ripiegarsi su stessa, continuava a lottare. Una che aveva accettato di essere eletta al Coordinamento Nazionale anche se era ancora in terapia. Diceva che la politica, il movimento No Tap, le davano energia e che “Potere al Popolo andrebbe inserito nei protocolli sanitari di cura”.

Perché per lei non era né un cartello elettorale né l’ennesimo partito, ma “l’organizzazione di una nuova resistenza”, come scrisse, un modo di fare le cose, di prendere collettivamente coscienza, di agire e comunicare diversamente.

Silvia non era solo una bella persona e un’ottima militante, era una che aveva studiato. Aveva una preparazione notevole, aveva viaggiato, aveva approfondito la sua curiosità. Per cui aveva colto in dieci secondi, in quella sera di novembre al bar dell’Ex OPG, il senso politico della nostra operazione, lo scopo alto a cui mirava.

Io vorrei dirti Silvietta che ce l’abbiamo fatta. Vorrei dirti che possiamo essere inseriti nei protocolli di cura, fare del bene alla gente. Ti confesso che non lo so. A volte sembra tutto così difficile, sembra di svuotare l’oceano con una bacinella. Di sicuro è presto ancora per dirlo. Ma so che ci stiamo provando. So che riusciamo a fare del bene, per ora solo a qualcuno, domani magari a tutti.

E so che aprire Case del Popolo ovunque è un primo passo necessario e so che questa Casa del Popolo che porta il tuo nome farà del bene a tanti, e farà conoscere il tuo esempio.

Grazie per tutto quello che ci hai dato, e grazie alle compagne e ai compagni di Lecce per farti vivere ancora!

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=654045048425614&id=100014603741995