ELEMOSINIERE DEL PAPA RIATTIVA LA CORRENTE IN STABILE OCCUPATO. SALVINI: ‘ORA PAGHI LA BOLLETTA’

DI CHIARA FARIGU

E’ l’eroe del giorno monsignor Konrad Krajewski per gli oltre 400 abitanti dello Spin Time, il palazzo occupato dal movimento ‘Action’ di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Da oltre una settimana vivono al buio e senza acqua.

Una situazione di grande disagio per le famiglie e per gli oltre 90 minorenni che abitano in quegli appartamenti. In questo ex palazzo dell’Inps da tempo non vengono pagate le bollette che ammontano a circa 300mila euro.

Da qui il sigillo agli interruttori e la mancata fornitura dell’energia elettrica. Per morosità.

Niente luce niente acqua calda nessun frigo in funzione. A risentirne anche tutte le attività che vengono svolte all’interno dello stabile, il laboratorio di birra artigianale, la falegnameria ed un’osteria. ‘Action’ è un  punto di approdo aperto a tutti, in modo particolare per più bisognosi. 

La situazione dopo qualche giorno si fa incandescente.  Cominciano gli appelli, che però rimangono inascoltati sia dal Comune che dalla  Prefettura.

A raccogliere la voce disperata di queste persone, Papa Francesco. Che manda in missione il suo ‘braccio caritatevole’, ovvero l’elemosiniere in persona, monsignor Krajewski.

Il quale si è calato nel vano dov’era installato il contatore ed ha riattivato la corrente elettrica: ‘E’ stato un gesto disperato. Sono intervenuto personalmente per aiutare uomini donne e bambini. Pronto a pagarne le conseguenze’, dichiara il monsignore che subito dopo è stato sommerso dagli applausi degli abitanti della palazzina.

Chi lo conosce racconta che da studente il monsignore polacco, per contribuire agli studi, facesse dei lavoretti, tra i quali anche l’elettricista. Conoscenze che gli sono tornate utili per collegare quei fili staccati e riportare la luce perché ‘quei bambini non potevano vivere così’.

Nel 2013 Konrad viene nominato arcivescovo con un mandato molto speciale, quello di “elemosiniere”, per poter praticare la carità a nome e per conto del Pontefice. Una sorta di braccio destro di Francesco. “Tu non sarai mai un vescovo da scrivania. La scrivania non fa per te, puoi venderla; non aspettare la gente che bussa, devi cercare i poveri” gli disse il Papa all’atto della nomina. Il monsignore non se l’è fatto ripetere due volte.

Detto fatto. Un calcio alla scrivania, un furgoncino comodo e sempre carico di ogni ben di Dio ne ha preso il posto. Col quale, ogni notte va giro per portare aiuti di ogni sorta, alimentari in primis, a comunità, centri di accoglienza e periferie, scegliendo con attenzione, luoghi e persone che maggiormente ne necessitano.

Ieri l’intervento nella palazzina occupata. Per riportare oltre alla luce anche la speranza.

Bene, commenta Salvini, ora il monsignore paghi pure la bolletta. Se si paga per chi occupa un palazzo abusivamente, si paghi per tutti gli italiani che ne hanno bisogno’.

Una storia a lieto fine, per il momento.