VOTO IN SICILIA: C’È UN SEGNALE CHE ARRIVA DAL LABORATORIO

DI LUCA SOLDI

 

 

Arriva un segnale forte dalla Sicilia. La Lega che avrebbe dovuto far piazza pulita di sindaci nei ballottaggi, ne esce con le ossa rotte. Emerge così il segnale forte ed inequivocabile da quello che malgrado si dica è ancora il grande laboratorio siciliano.
Le conclusioni sono sotto gli occhi di tutti ed indicano un cammino tortuoso ed impervio che potrebbe essere percorso.
L’affluenza nei cinque Comuni chiamati al voto è stata decisamente più bassa, del 43,60 per cento diminuendo nettamente il numero dei votanti rispetto al primo turno che era stato del 58,98 per cento.
Ci sono i 5 Stelle che vincono nei ballottaggi siciliani, mentre la Lega viene sconfitta in entrambi i Comuni in cui era in corsa con un proprio rappresentante.

A Caltanissetta, la città dell’ex candidato governatore Giancarlo Cancelleri dove Luigi Di Maio si è fatto vedere due volte in campagna elettorale, il candidato di M5S Roberto Gambino sconquassa gli equilibri e prevale sull’avversario di centrodestra Michele Giarratana. Su Gambino in questo caso sembra che siano confluiti, non ufficialmente, i voti della Lega.

Altro segnale importante a Castelvetrano, il paese del boss Matteo Messina Denaro che aveva visto due anni fa il commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose, l’esponente di 5 Stelle Enzo Alfano si impone largamente sul civico Calogero Martire.

Poi c’è Gela, dove ha retto l’asse fra Pd e una parte di Forza Italia a sostegno di Lucio Greco, che la spunta dopo un testa a testa con il leghista Francesco Spata. “Ci avviamo verso un successo straordinario di una coalizione antipopulista contro le forze di governo – dice Calogero Speziale, ex vicepresidente dell’Ars e dirigente del Pd – Non è un mistero che su Spata, al ballottaggio, erano confluiti pure i voti di M5S”.

Segnale importante, di grande risveglio, vero laboratorio nel laboratorio, a Mazara del Vallo dove candidato della Lega, Giorgio Randazzo, viene sconfitto da Salvatore Quinci, rappresentante di una coalizione di centrosinistra. “Sono soddisfatto per un duplice motivo – dice Quinci – Per avere lanciato il riscatto amministrativo di questa città e per avere evitato che qualcuno dal Nord venisse a mettere una bandierina a Mazara, dando a un eventuale successo un valore simbolico del tutto sbagliato”.
La città dei migranti, rialza orgogliosamente la testa, sbaragliando quanti erano calati dal Nord con i proclami basati su odio e paure

Altra città bellissima ed importante, Monreale, vince Alberto Arcidiacono, che sconfigge il sindaco uscente Piero Capizzi. Arcidiacono è un civico vicino al presidente della Regione Nello Musumeci ma che è pur riuscito a trovare una forma di apparentamento con delle forti componenti di sinistra cogliendo così la possibilità di fare fuori la Lega.