A PROPOSITO DELLO STRISCIONE AMMAINATO PER ‘RAGIONI DI ORDINE PUBBLICO’

DI UDO GUMPEL

Riflessione su uno striscione ammainato. Un cittadino espone una scritta „non sei benvenuto“. Chi? Lo zio? Ora, la Digos sa leggere nel pensiero. Crede che sia un messaggio rivolto a Salvini che in quella piazza dovrebbe tener un discorso.
Il Questore si scusa: „Salvini ne era all‘oscuro“. „Ragioni di ordine pubblico“.
Riassumo: Una pacifica manifestazione di dissenso assume per il capo della polizia contorni insurrezionali, da moti di piazza.
Non e‘ Salvini il peggio, ma quello che suscita: una indomita voglia di sottomettersi come se fosse egli la madre dei draghi (non spoiler piu). Il desiderio della obbedienza anticipata, quel sentire in sostituzione di, volendo esser piu reali del Re.
E‘ quello il lato piu preoccupante della facenda.
Sara‘ vero cio‘ che raccontava Montanelli, fascista nel Ventennio, che l‘italiano si sente inesorabilmente attratto dalla figura del salvatore della patria, dell‘uomo forte, per rendersi dopo qualche lustro conto della delusione, dell‘inganno subito, per poi ripartire.
Sperando per il bene dell‘Italia che l‘infatuazione duri poco. In autunno potrebbe esser gia finita la bolla, con il redde rationem della conta dei soldi in cassa e della visione dell‘abisso davanti, si, abisso finanziario.
E allora, dopo l‘estate, svaniti i sogni della destra sovranista vincitrice delle europee, con i creditori ante portas, isolati da tutto – potrebbero esser tentati dall‘Italexit, incolpando il resto del mondo, ma non credo: la base nord della lega conosce meglio le reali difficolta‘ economiche, sa perfettamente che alcune riforme/decisioni di Renzi erano sulla strada giusta (la mia critica e‘ che erano pacchetti di mezze misure) e sanno che al di fuori dell‘Unione all‘Italia resta solo il nordafrica, come alleato, manco la Grecia se li fila, essendo o con Macron oppure con la Merkel.
Come dite? Cito sempre e benvolentieri: ha da passa‘ a nuttata.