ALLA BUCHMESSE AVREBBERO DETTO NO

DI FABRIZIO FALCONI

il motivo per cui è giusta la decisione al Salone, non è il fatto che la casa editrice in questione sia di destra. Ce ne sono tantissime in Italia, da tanto tempo, e nessuno ha mai detto niente (alcune pubblicano anche cose molto interessanti). Il problema è che l’editore in questione, in interviste pubbliche, ha dichiarato esplicitamente di essere “fascista” e ha fatto pubblica apologia , definendo il “vero male italiano l’antifascismo”. Ora: cosa pensate che sarebbe avvenuto alla Buchmesse se uno degli editori invitati avesse fatto pubblica apologia del nazismo? Su, dai, puristi della democrazia, anche voi a sinistra, dite una volta per tutte che il fascismo è diverso dal nazismo, che è più buono, meno cattivo, così mettete anche voi il bollino sul gattopardesco riciclo fascista italico, così per la maggiore, così sponsorizzato anche da questi bei governanti che ci ritroviamo.