LA CRISI ISTERICA DI SALVINI A SETTIMO TORINESE

DI MARCO FURFARO

“Meno uno”, “meno uno”, “non ti voteremo mai”.

Lo hanno accolto così, Salvini, oggi a Settimo Torinese. Dopo Catanzaro, dopo le puntuali contestazioni che subisce ovunque.

E, badate bene, non sono contestazioni organizzate dai centri sociali, dagli antagonisti o dalle – come dice lui con nervoso disprezzo – “zecche rosse”.

No.
Guardatelo, il video.
Ci sono ragazze e ragazzi normali. Ci sono insegnanti. Esausti dalle prese in giro e dal razzismo del Ministro.

C’è una Italia che non ci sta più e scende in piazza, sempre più imponente.

E questo Salvini lo sa bene. Perché non è più lo strafottente sbruffone di prima, ma un uomo sull’orlo di una crisi di nervi. Che starnazza incazzato contro le forze dell’ordine ree a suo dire di non sapersi organizzare. Come se a guidare il dicastero dell’interno fosse un altro, non lui.

C’è speranza. C’è n’è tanta, per cancellare questo incubo sovranista.
E viene come sempre dalla gente comune.

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