L’ODIO CONTRO I MALATI DI SLA

DI GERARDO D’AMICO

Io ho realizzato due servizi per cercare di capire, con un neurologo e poi con un altro malato di SLA, cosa fosse la “cura” che vuole fare questo ragazzo a tutti i costi.

È la speranza a cui è legato, la molla che lo fa andare avanti: ho fatto quei due servizi con la morte nel cuore, perché sapevo che avrei fatto dire parole che quella speranza infrangevano, e questo ragazzo merita ogni affetto, ogni attenzione, ogni gentilezza.

Ho dovuto farlo per amore di verità, perché non è corretto, per altri malati di questa terribile malattia, illudersi che in America o Israele esista qualcosa che possa aiutarli: quel qualcosa è allo stato di sperimentazione embrionale, appena approdata alla fase 3 dopo lunghi anni e soprattutto nessuna pubblicazione scientifica su giornali specializzati, ci sono solo i report della azienda produttrice di quella “terapia” sul proprio sito.

Ancora più grave sarebbe se il Servizio Sanitario Nazionale dovesse supportare questa speranza pagando quel trattamento: dovrebbe farlo per tutti gli altri, e non si tratta (solo) dei 500 mila dollari che costa, ma la necessità di spendere poco o tanto solo in terapie verificate, efficaci oltre che sicure.

Ci siamo già passati con Stamina, evitiamo di rimettere in moto quel meccanismo.

Tutto questo detto, e inviando il più sincero e caloroso inboccallupo a questo ragazzo, voglio dire che mi fanno orrore i commenti di chi ha voluto vomitare odio contro di lui, vigliaccamente nascosto dietro profili falsi, pseudonimi, o soltanto dietro ad una tastiera.

Ma davvero è questa, l’umanità che frequenta il web e popola questo Paese? Stomachevole.