ROMA. LA STAGIONE DELL’IMPEGNO ANTIFASCISTA

DI ENRICO ROSSI

A Roma sono scese in strada migliaia e migliaia di persone, giovani soprattutto, che non ci stanno a farsi comandare da quattro fascistelli. Che vogliono dare alla propria cittadinanza ed esistenza un senso democratico. Per consentire a uomini come Mimmo Lucano di parlare e raccontare Riace e gli altri mondi possibili e umani di convivenza. Dall’altra parte Salvini, nero e arrabbiato, le parate e la paranoia del potente che non sopporta il dissenso. Questa è invece la stagione dell’impegno e del dissenso, ogni volta che, come a Casal Bruciato, le persone e i loro diritti sono violati con parole d’ordine e gesti violenti. La società italiana è in movimento e la sinistra deve saperla ascoltare e agitarsi con essa. Le grandi manifestazioni spontanee e pacifiche come quella di oggi interrompono il cattivissimo salviniano. Così come i cori, gli slogan antifascisti e gli striscioni che si dissociano dal gergo di questa destra estrema al governo. Il dissenso non può essere solo astratto e intellettualistico, ma deve esprimersi legittimamente e civilmente, anche attraverso una controllata e ordinata presenza fisica negli spazi della dialettica pubblica come è avvenuto oggi a Roma.