SALVINI : UN INFLUENCER A SUA VOLTA INFLUENZATO DAGLI UMORI DELLA GENTE

DI MARINA NERI

La ” Bestia” è il nome che Luca Merisi, spin-doctor digitale ( esperto di comunicazione a dirla con i termini di casa nostra) di Salvini, ha dato al software impiegato per la trasmissione e la divulgazione delle comunicazioni in rete della Lega.

Un programma capace di analizzare, in tempo reale in base ai commenti resi, ai like indicativi del gradimento, l’orientamento della massa. Il software consente di analizzare “le pulsioni” immediate dei fruitori dei social, di convertirli in algoritmi,di fornire dati e, conseguentemente, esprimere la visione del pensiero della maggioranza. Un metodo capace di dotare degli strumenti per potere formulare apposite tematiche sulle quali puntare nei post successivi o nelle comunicazioni successive cavalcando l’onda emozionale fatta di paure e aspettative degli utenti.

Nell’epoca dei terrapiattisti, del medioevo del pensiero, della donna tornata ad essere meretrice da Inquisizione, chi si scandalizza se qualcuno scrive o parla di “Bestia”?

Quanto di meramente evocativo e quanto di voluto, pertanto, vi era nell’attribuzione di questo nome, la Bestia, al sistema di propaganda online scelto dalla Lega, ormai sin dal lontano 2013?

L’ideatore di questo software che dal 2013 monopolizza di fatto le pagine social di Salvini è Luca Merisi, esperto in comunicazione e in informatica. E i numeri gli danno ragione: 3,5 milioni di seguaci su Facebook, 1,5 milioni di follower su Instafram, 1 milione su Twitter. Il Capitano, termine coniato dallo stesso Merisi ed oggi identificativo del condottiero leghista nell’immaginario dei suoi fans, è maestro nel far apparire spontanea creazione del pensiero quanto è anche frutto di studio scientifico_ matematico grazie a milioni di dati raccolti, analizzati e resi statisticamente.

Un sistema “spietato”, come definito dallo stesso inventore, da ” bestia apocalittica” appunto, che non lascia nulla al caso, in sintonia simbiotica con gli umori prevalenti dell’opinione pubblica capace, anche, attraverso un’ottima penetrazione persuasiva dei messaggi a entrare nella testa della gente in maniera continua, costante sebbene impercettibile.

La Politica, quindi, è passata nell’ultimo decennio, dalle barricate, dai cancelli delle fabbriche, dalle piazze, alle tastiere del computer, creando dei veri e propri Leader virtuali e reali e dei teorici oggi definiti “ filosofi informatici” .

Scopriamo così che, accanto alla filosofia di Casaleggio e company, alle piattaforme Rousseau, da qualche anno opera in Italia, e stante ai risultati ultimi, parrebbe operare bene in termini di consenso e indice di gradimento, questo Sistema semplice e complesso al contempo.

Luca Merisi, riferendosi al segretario leghista in una intervista ebbe a dire: – Ebbi una specie di innamoramento per lui, dovuto alla constatazione della sua enorme capacità di gestire il talk show. Aveva l’ambizione di crescere: altri social media manager gli dicevano di puntare su Twitter, io gli dissi che il popolo stava su Facebook. Qui Salvini è diventato l’incontrastato numero uno in Italia”(cfr. La Stampa).

Lo sanno benissimo i suoi oppositori politici costretti a misurarsi con un modus moderno, spregiudicato e innovativo di fare politica. Si lancia una notizia forte, dal messaggio chiaro, inequivocabile, incisivo. “ Chi colpisce per primo colpisce due volte” è un antico detto che pare attagliarsi alla perfezione al caso del rapporto idilliaco Salvini/Rete. Lanciata la notizia sia essa con un twitter, con un video, con un selfie, si costringe il resto dei mortali, stampa tradizionale inclusa, a inseguire. E lì si scatena l’inferno con i pro Salvini, e i contro Salvini. Che importa purchè se ne parli bene o male? Purchè se ne parli! E poi, un Capitano che si rispetti sa che molti nemici, molto onore nelle visione eroica di una platea di adoratori.

“Secondo uno studio dell’università del Michigan del 2005, le emozioni negative rappresentano un’esca per attirare l’attenzione, anche se poi è il sentimento positivo che porta un elettore dalla parte del propagandista di turno” (cfr. la Stampa).

La “Bestia”, quindi, è sondaggio, è opinione, è un moto ondoso costante con maree capaci di lambire gli umori dei supporters, di esaminarli e di restituirli sotto forma di idee, spunti e colpi di propaganda magistrali.

Salvini, quindi, un “influencer” a sua volta ” influenzato” dagli umori della gente.

A volersi calare, però, nella parte del fustigatore dei costumi, figura tanto cara a questa nostra epoca di nostalgici, si potrebbe salire su un pulpito e sciorinare le criticità di un Sistema informatico, tanto efficace quanto, adesso, messo in discussione.

Trattasi di un “animaletto” costoso a sentire le osservazioni che ne hanno fatto svariati esperti e avversari politici.

Imperversare indefessamente sul web parrebbe avere dei costi esosi. E per ogni post sembrerebbe che il Carroccio metta mano proprio al portafoglio, sborsando cifre non indifferenti.

Attraverso la sezione “ Libreria inserzioni”, nuovo strumento di Facebook per rendere trasparente la diffusione delle informazioni in rete a seguito dello scandalo delle elezioni presidenziali americane del 2016 a seguito delle interferenze russe, “ si può consultare lo storico dei post a pagamento delle pagine, ottenendo informazioni sul denaro speso e sulla durata delle singole campagne….Facebook non fornisce indicazioni precise sulle cifre spese per ogni sponsorizzazione, ma dà comunque un intervallo di spesa investito per ogni singola sponsorizzazione. In linea di massima, più si spende e più persone si possono raggiungere, aumentando il bacino di utenti potenzialmente esposti al post sponsorizzato” ( cfr. il Post)

Da un esame della Libreria moltissimi sarebbero i post di Salvini sponsorizzati con spese oscillanti fra i cento euro e i cinquemila euro cadauno.

E via, quindi, con i valzer contro i migranti, quelli contro Fazio e il suo pensiero o il suo cachet, quelli contro le zecche rosse , quelli per armare tutti per essere più sicuri, quelli per i porti chiusi contro gli untori del terzo millennio.

Ed è proprio strano sentire un utilizzatore della rete al pari di Salvini come Matteo Renzi, maestro nella comunicazione tanto da farne il suo punto di maggiore forza, che in una intervista rilasciata ieri a Repubblica avrebbe detto: “Affermo pubblicamente che Salvini ha utilizzato parte dei 49 milioni per creare ‘La Bestia’, lo strumento di disinformazione della Lega. Sono curioso di capire se sarò querelato” ( cfr. Repubblica)

Il ministro serafico avrebbe ribattuto che non occorreva querelare bastando a giudicare direttamente l’ex premier, i cittadini italiani.

L’Espresso il 23 agosto del 2018 lanciava la notizia che il ministro, subito dopo essersi insediato, avrebbe fatto predisporre il decreto ministeriale con cui disponeva l’assunzione dei suoi strateghi social quali organici al ministero con appositi contratti di collaborazione.

Nulla di illecito, essendo prassi italiana di far pagare alla comunità i costi degli entourage politici.

Su Fanpage del 3 febbraio scorso, si faceva un riferimento a Roberto Saviano scrittore sceso in campo a difendere il giornalista Sandro Ruotolo a cui era stata revocata la scorta e che avrebbe dichiarato: “Il traffico maggiore sui social media connesso alle bestialità di Salvini è veicolato da account fasulli e account statunitensi connessi alla Nra, la potente lobby delle armi. Lo ha spiegato Sandro Ruotolo ne LaBestia per Fanpage”.

Interrogativi e interrogazioni parlamentari sorgono spontanei. Interrogativi come quelli in merito alla effettiva necessità di norme come la riforma della legittima difesa, interrogazioni parlamentari come quella del deputato del partito democratico Nobili. Il 28 novembre 2018 Nobili aveva presentato una interrogazione a risposta scritta chiedendo al ministro dell’interno di chiarire il modus di finanziamento della struttura comunicativa Sistema Intranet snc a guida Merisi, nonché delle altre pagine di riferimento del leader leghista con speciale riguardo all’utilizzazione o meno di risorse pubbliche. Richiesta, pare, rimasta senza alcuna evasione.

Una macchina da guerra che stante un calcolo semplicistico considerando il costo di ogni singolo post pubblicato e sponsorizzato, parrebbe comportare un esborso annuo complessivo di circa seicentomila euro.

Soldi ben spesi, verrebbe da dire. L’invidia degli strateghi. Un esercito di disturbatori, provocatori, capaci di tirar fuori i sentimenti negativi della gente, di amplificarli ed estenderli, di utilizzare parole chiave per poi attirare l’attenzione e rendere virali slogan e concetti. Un bastone e carota virtuale dalla grande capacità di attecchimento perché accanto agli algoritmi vi è, comunque, l’indiscusso talento del comunicatore in grado di intuire le tendenze e le opinioni della gente e di veicolarle pro domo sua.

La Bestia del “ pensiero”, quella che parla alla pancia della gente. Quella che si nutre dei cadaveri figli della lotta del povero contro povero. Quella che innesca la sensazione che le tensioni sociali siano frutto della presenza di altra povertà. “Razzismo dei perdenti”, è stato definito, quello che annovera quali vittime sacrificali da far divenire, or gli uni, or gli altri, capri espiatori: diversi, rom, migranti…

E’ vero, la Bibbia docet: ogni Bestia nasce dalla paura.

Ed è sempre caro il costo da pagare per l’ignavia, vestita da serenità.