Truffa elettorale

PUOI TRUFFARE GLI ELETTORI E NON PAGARE MAI PEGNO

DI GIOVANNI FALCONE
In vista dell’apertura delle urne per l’appuntamento elettorale del 26 maggio prossimo per il rinnovo del Parlamento Europeo, l’azione dei vari partiti e qualcuno più di altri, continua imperterrita a promettere un benessere ad oltranza e soprattutto l’abbattimento generalizzato delle tasse.
La formula del momento, risolutiva e divinatoria, è la “flat tax” o tassa piatta: 15% per tutti a prescindere a scapito della progressività prevista dalla Costituzione (art.53).
A mero titolo di esempio, ho ripreso il passaggio di un programma elettorale di uno dei principali partiti oggi in competizione che, al riguardo e al primo punto, recita testuale:
“”1. MENO TASSE: meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro, sulle partite Iva. Flat tax per eliminare l’evasione e l’elusione. Chiusura delle liti e delle pendenze tributarie. Via le imposte sulla prima casa, sulla prima auto sulle donazioni e sulla successione 1 via l’Irap alle imprese, via l’Imu agricola””.
Ormai, dopo aver abolito la povertà, azzerato la corruzione e con le poche ore di vita che restano alla criminalità organizzata, alla politica possiamo chiedere ben poco con l’ormai benessere diffuso in misura esponenziale che non ho difficoltà a definire: L’abbondanza della miseria!
Miseria beninteso, non solo economica con aziende che delocalizzano e con la tassazione che aumenta, con lo spread che sale ed il Pil che scende, un debito pubblico che aumenta e l’appeal che si riduce verso il sistema Italia: in compenso, si fa per dire, abbiamo due vice premier che litigano tutti i giorni sui temi più disparati che vanno dalla sicurezza all’economia.
La vera miseria è morale, intellettuale che più di ogni altro virus sembra aver colpito la nostra stessa convivenza civile. Come definire altrimenti le scene a cui abbiamo assistito in diretta mondiale su quanto accaduto a Casal Bruciato, periferia romana di qualche giorno addietro – https://www.alganews.it/2019/05/09/lettera-aperta-al-ministro-degli-interni-sul-dramma-di-casal-bruciato/
Elezioni europee
Promettere la riduzione delle tasse senza parlare di riduzione della spesa pubblica è un mantra a cui ci hanno abituati da sempre.
Siccome questa bufala ha già funzionato il 4 marzo del 2018, in occasione delle politiche nazionali, consentendo al centro destra di raggiungere il traguardo del primo posto nella classifica dei top ten, non si capisce perché non potrebbe funzionare ancora posto che, la gente, soprattutto chi svolge un’attività imprenditoriale, è disperata e crede a tutto, anche alle bufale acclarate e collaudate.
Poi, quando dicendo e ripetendo queste bufale non si paga pegno, atteso che il Codice penale non ha ancora contemplato l’ipotesi della “truffa elettorale”, ci rimane una sola scappatoia: non votare chi parla di riduzione di tasse a prescindere e senza indicare in modo compiuto e coerente la relativa copertura finanziaria.
Se facciamo mente locale e pensiamo a mente fredda alle bufale che abbiamo ascoltato – in primis l’abolizione della povertà annunciata all’una di notte sul balcone di Palazzo Chigi da un tale Giggino, titolare di un curriculum lavorativo che tutti conosciamo – ci rendiamo conto che abbiamo un’arma insostituibile: non votarli e mandarli a lavorare!