A PROPOSITO DI DAVIDE GRASSO

DI SALVATORE PRINZI

Oggi c’è Davide Grasso a Napoli.

Di lui avrete forse sentito parlare al TG, come persona pericolosa che addirittura rischia di essere condannato a misure di “sorveglianza speciale”.

La sua “colpa”? Davide è fra gli italiani partiti a combattere in Kurdistan per dare il proprio contributo alla lotta contro l’ISIS e per sostenere la rivoluzione confederale, che pone al centro la democrazia, la giustizia sociale, la questione femminile, quella ambientale, un progetto di comunità liberata da religioni ed etnicismi per tutta la Siria.

Come Lorenzo Orsetti, il combattente italiano ucciso dall’ISIS quasi due mesi fa, che però prima di morire ci ha lasciato un messaggio bellissimo.

Davide ha la fortuna di essere sopravvissuto, e di poterci non solo raccontare del compagno Orso, o dei tanti militanti internazionalisti e curdi caduti, ma anche della realtà della situazione lì in Siria e in Rojava, del ruolo politico di USA, Russia e Turchia nel conflitto, di come però in quel deserto di barbarie nascano fuori di resistenza e umanità.

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