“ABORTO COME OLOCAUSTO”. FINO A 99 ANNI PER I MEDICI CHE LO PRATICHERANNO

DI CLAUDIA SABA

Continua, in Alabama, la spietata campagna contro i diritti delle donne. Anche qui è
stata infatti varata una norma che mette al bando ogni forma di interruzione della gravidanza.
Per i medici praticare l’aborto diventerà quindi un reato.
È, questa, una legge che ancora una volta si abbatte sulle donne e che vieta l’aborto anche in caso di incesto o stupro.
Solo in caso di imminente pericolo di vita si potrà procedere all’interruzione di gravidanza.
Ora il provvedimento dovrà essere firmato dalla governatrice repubblicana Kay Ivey già nota per la sua avversione alla pratica dell’aborto.
Il testo di legge paragona l’aborto ad una delle più grandi atrocità avvenute nella storia: l’Olocausto.
E i medici rischieranno una condanna a 10 anni di carcere se proveranno a praticarla con una pena fino a 99 anni se riusciranno a portarla a termine. Nell’ultimo anno, sono stati 28 su 59 gli Stati americani che hanno introdotto misure restrittive contro l’aborto.
Il 7 maggio era toccato alla Georgia, dove una legge ha imposto il divieto a praticare l’aborto già dopo le sei settimane di gravidanza quando è già presente il battito cardiaco.
Secondo il Guttmacher Institute, che analizza i dati relativi alle interruzioni di gravidanza negli Usa, da quanto Donald Trump è presidente degli Stati Uniti, sono già 15 i casi in cui si è vietato alle donne di abortire dopo le sei settimane.
“Una legge orripilante, spaventosa”, commenta Alexandra Ocasio-Cortez, la deputata leader dell’ala liberal del partito democratico americano.
“Questa legge costringe le bambine a portare avanti la gravidanza causata dai loro stupratori, costringe donne con disabilità mentali violentate a portare a temine la gravidanza, costringe le donne a rimanere incinte contro il loro consenso”, conclude la deputata.
Negli Stati Uniti ogni Stato ha le sua regole ma quella dell’Alabama mette in discussione la sentenza “Roe contro Wade” con cui la Corte Suprema Usa, nel 1973, aveva legalizzato l’aborto a livello federale.
E intanto in altri 10 Stati si continua a discutere di analoghi provvedimenti restrittivi contro l’aborto, provvedimenti che vanno a ledere i diritti conquistati così faticosamente dalle donne, fino ad oggi.