CADUTA DEL GOVERNO? LE RAGIONI SPIATTELLATE SUI GIORNALI

DI CORRADINO MINEO

Amleto o Zingaretti? Il partito democratico appare sospeso, tra l’illusione del 40% di Renzi 5 anni fa e la speranza di superare la soglia del 20 ora, facendo e rischiando il meno possibile. Mauro Biani, sul Manifesto, dedica una vignetta a Nicola Zingaretti, persino affettuosa, ma che alla fine, proprio per questo, risulta impietosa.
Sarei potuto andare a Casal Bruciato vicino alla famiglia rom. Sarei potuto andare a riattaccare l’elettricità nella casa occupata, sarei potuto andare alla Sapienza con Lucano”.
E poi la conclusione: “Chissà domani dove sarei potuto andare!
Eppure i temi su cui fare opposizione, le ragioni per chiedere la caduta del governo e costruire uno schieramento alternativo sono là, spiattellate sui giornali. Repubblica sfotte Salvini, lo chiama “Il ministro torno subito”. Un uomo che non fa il lavoro per il quale viene pagato, ma è sempre in aereo per fare campagna elettorale o sui social per nutrire il proprio ego smisurato.
Stampa e Corriere raccontano la lite continua di governo che fa volare lo spread. Ma con i due che promettono di governare – anzi di sgovernare – ancora insieme.
Solo noi de La Sinistra, una piccola lista che deve superare la soglia del 4%, possiamo rompere i rami del bosco incantato che soffoca l’Italia, senza governo e senza opposizione. Perché noi chiediamo un’Europa solidale, la patrimoniale per i milionari, salari più alti e la riduzione dell’orario contro il precariato. Perché vogliamo un reddito per chi non ha reddito meno confuso e inefficace di quello a 5 Stelle. Perché pensiamo che una legge contro il conflitto d’interesse si sarebbe dovuta approvare 25 anni fa. È oggi è più che urgente, è in ritardo.
Oggi, con le nostre 4 altre magnifiche capolista, prendiamo un impegno solenne. Comunque vadano le elezioni, io spero e conto, che siano per noi un successo, ci rivedremo il 9 giugno a Roma. Perché la lotta continua.
Un’ultima notizia. Il Manifesto apre con questo titolo “Diritto di vivere”. La corte di giustizia europea ha sancito che in nessun caso a un migrante che rischia la vita nel suo paese possa essere tolta la protezione internazionale e possa essere rimpatriato. Questa è l’Europa che vogliamo? Solidale e tollerante.