IL VOTO IN SICILIA DICE ALCUNE COSE CHIARE

DI MICHELE PIZZOLATO

I risultati siciliani sono interessanti per quattro messaggi:

1 il M5S che torna alle proprie battaglie vere, economiche (rdc), sociali (salario minimo) lavoristiche (decreto dignità), sulla giustizia e che considera la Lega quello che è – avversari come il PD e quindi mera controparte contrattuale – guadagna punti e vince. E questi non sono sondaggi;

2 la Lega è in difficoltà. Salvini ha cercato di tenere assieme tutto: nord/sud, estrema destra/liberali in uscita da Forza Italia. Il federalismo leghista piace a nord ma punisce il sud; la flat tax piace ai berlusconiani ma penalizza i ceti popolari blanditi dall’estrema destra, Salvini a Verona piace all’estrema destra, ma spaventa donne e moderati che non vogliono rinunciare a conquiste civili e diritti… e poi il disastro della gestione del caso Siri, questa difesa della poltrona da berlusconiano. Le contraddizioni, finita la luna di miele, gli si stanno rivoltando contro, e la Lega è avviata alla fine del PD renziano;

3 Forza Italia al sud regge, tornano voti leghisti, e trova sponde (da ridere) nel PD di Zingaretti! Berlusconi dimostra a Salvini che da solo non vince e gli propone un ritorno a casa nel centrodestra e Salvini tentenna. Ma politicamente sarebbe una polpetta avvelenata: Salvini con Berlusconi perde molto voto di opinione e lui lo sa, si impantanerebbe in alleanze con Berlusconi Brunetta Tajani. Sarebbe una vera manna per il M5S! Salvini è lì in mezzo: perde voti dal M5S ma ne perderebbe ancora di più con Berlusconi. Si è infilato in un vicolo cieco da bulimia di consenso di stampo renziano.

4 il PD? Non pervenuto. Vince dove si allea con Forza Italia! Detto tutto…