JOHN WICK 3-PARABELLUM: KEANU REEVES IN UN ACTION ALLO STATO PURO

DI LUCA MARTINI

Non contiamo troppo sullo script: poche parole rudimentali, più qualche accento lirico tipico dei film di fantascienza relativa (è oggi, è domani, è chissà).

Non cerchiamo, neppure, psicologie complesse nei personaggi: sono scolpiti con l’accetta prima di venire minacciati da raffiche di proiettili di tipo Parabellum. Ognuno di loro ha al massimo un desiderio, un atteggiamento, una maledizione. A partire dal protagonista, John Wick – Keanu Reeves, l’Uomo Nero imbronciato, che è un monolitico, perfetto character da fumetto: stessa espressione, veste sempre uguale anche quando si deve trascinare stremato nel deserto, neanche allenta la cravatta scura.

In più, possiede una caratteristica che piace al botteghino, è un super eroe seppure non conclamato, vedi anche il Jack Reacher di Tom Cruise: per esempio (spoiler!), è costretto a tagliarsi l’anulare della mano sinistra – una citazione da Yakuza di Sidney Pollack con Robert Mitchum? – ma un secondo dopo è pronto a fare il medio della mano monca al cattivo che l’ha costretto all’automutilazione.

Cercate invece in John Wick 3 – Parabellum la pura azione, basata su una trama semplice semplice: tutti devono uccidere il leggendario Uomo Nero, e incassare la taglia; le sue alleanze lo aiuteranno nei vari truculenti siparietti in cui si snoda un film videogame: gli danno una mano una coraggiosa Halle Berry e una Anjelica Houston un po’ streghesca.

Però, alla fine, ogni vittoria si rivelerà illusoria. L’hotel Continental, sede dello scontro finale, non sarà il rifugio agognato da John Wick e dal suo cane. Meglio ricominciare a lottare insieme al King della Bowery, Laurence Fishburne, antico sodale, benché quest’ultimo sia stato letteralmente fatto a fette. Il gioco ripartirà uguale uguale, facile scommettere, in John Wick 4. Il numero 1 e 2 della serie hanno guadagnato 200 milioni di dollari e dunque sono stati un vero affare.

Chad Stahekski, regista e dominus della saga, è un ex stunt-man, controfigura di Brandon Lee nel Corvo e poi di Reeves nei tre Matrix: ha fatto tanta strada. Assieme al socio David Leitch, ha fondato la società 87Eleven, per allenare e coordinare i colleghi stunt-men, e contribuito a successi come Sherlock Holmes – Gioco di ombre, Hunger Games, I mercenari 2, Man of Tai Chi, Wolverine – L’immortale… Ora, dietro la macchina da presa, è assurto quasi a sorpresa all’empireo di Hollywood: imbattibile nelle scene di combattimento e nella confezione dei videogame movies di John Wick. Nel primo episodio, datato 2014, Reeves si era prestato quasi per amicizia a fare il super killer in pensione che reinciampa per caso nella mafia russa, oggi, se è ancora un divo, deve dire grazie a Chad, la sua ex ombra.