LA CASSAZIONE: ‘NON E’ OBBLIGATORIO STIMARE IL DATORE DI LAVORO’

DI CHIARA FARIGU

Non riusciva a farsi dare il Cud. Così, dopo diverse telefonate al centralino della società di vigilanza per la quale prestava servizio, Massimiliano C., ha sbottato: ‘Che azienda di m…a’.
Non lo avesse mai fatto: il moto di rabbia gli è costato il licenziamento. Massimiliano non ci sta e fa ricorso.
Ieri la Cassazione gli ha dato ragione: ‘Il lavoratore non ha l’obbligo di stimare il datore di lavoro’.
Pertanto dovrà essere risarcito. Il suo licenziamento è stato illegittimo. Il dipendente è tenuto ad osservare i doveri di diligenza e fedeltà … non di stima (soprattutto se questo non è espressamente richiesto dal contratto di lavoro (?)).
Per effetto della riforma Fornero, però, la guardia giurata non potrà essere reintegrata nel suo ruolo, ma solo risarcita.
Vuoi mettere però la soddisfazione di dire ‘ma che azienda di m…a’?