MARIA 2.O, DONNE GIUSTE AL POSTO GIUSTO

DI ALDO MARIA VALLI

La Chiesa è bella perché è varia. L’abbiamo sempre detto e ogni giorno ne troviamo conferma. Apprendiamo per esempio che in Germania (dove la Chiesa è più varia che mai) il gruppo di azione Maria 2.0 ha fatto appello a “tutte le donne” perché boicottino la Santa Messa e non entrino in una chiesa cattolica dall’11 maggio al 18 maggio.

Maria 2.0, a dispetto del nome che sa di tecnologia avanzata, è un gruppo di arzille signore oltre i sessantacinque anni che chiedono, fra l’altro, innovazioni ritenute decisive quali l’ordinazione delle donne, sacerdoti sposati e libertà sessuale.

Come dite? Sai che novità?

Suvvia, non siate cinici sepolcri imbiancati. Lo sapete bene anche voi che l’aggiornamento è esigenza primaria.

L’iniziativa delle signore giuste ai posti giusti è ovviamente sostenuta dalla maggior parte dei mass media e, guarda un po’, anche dai vescovi tedeschi, il cui valoroso e ben noto sito, katholisch.de, sempre pronto a farsi interprete delle novità, ha pubblicato alcuni articoli favorevoli a Maria 2.0 e alle rivendicazioni delle signore. Inoltre apprendiamo che diocesi e parrocchie celebrano la campagna nei loro bollettini e sui social media.

Come dite? Che il sito dovrebbe essere ribattezzato Katholisch.de.che? Suvvia, non siate moralisti ipocriti e duri di cuore.

Giustamente il vice presidente dei vescovi, il vescovo pro-gay di Osnabrück, a sua volta noto uomo giusto al posto giusto, ha definito l’iniziativa “buona” e Frauenseelsorge.de, sito che appartiene ai vescovi, ha pubblicato un articolo a favore.

Come dite? Che il sito dovrebbe essere ribattezzato Fregnacceseelsorge? Sapete: qualche vota siete proprio insopportabili.

E dalla sempre vispa Germania passiamo alla non meno attiva Gran Bretagna, dove il sindaco (pakistano musulmano) di Londra, mister Sadiq Khan, ha annunciato giubilante su twitter “History made!”, ovvero “La storia è fatta!”. In che senso?

Nel senso che la cattedrale anglicana di St.Paul ha ospitato “il suo primo Iftar” ed è stato, ha detto mister Khan, “un vero onore  essere parte di una serata così speciale, rompendo il mio digiuno con i londinesi di ogni credo e provenienza”.

Cher bello! Come certo saprete, l’Iftar è il pasto serale che i musulmani si concedono al calare del sole durante il ramadan e in questo caso è stato particolarmente festoso. “Insieme – continua il signor sindaco – abbiamo inviato un messaggio forte e chiaro: la diversità di Londra è la nostra più grande forza”. E molto sorridente e soddisfatta nell’occasione è apparsa la vescova anglicana.

Come dite? Perché mangiare in una chiesa visto che ci sono tanti altri posti? Suvvia non siate ipocriti moralisti eccetera. Evidentemente gli anglicani hanno finalmente preso esempio da noi cattolici, ai quali piace tanto organizzare pranzi e cene nelle chiese.

A proposito di noi cattolici, eccoci in quel di Bologna, dove l’arcivescovo Matteo Zuppi, nel primo venerdì di preghiera dall’inizio del Ramadan, ha ritenuto opportuno visitare un centro di cultura islamica.

Ben fatto!  “Dialogare contro odio. Fa paura ciò che non si conosce“, questo il messaggio lanciato da Zuppi per salutare i fedeli musulmani.

Apprendiamo dalle cronache che l’arcivescovo “oltre a far visita alla moschea e portare il suo saluto ai fedeli musulmani, si è trattenuto per ascoltare la preghiera del venerdì e il sermone dell’imam”. Molto bene!

“Dobbiamo continuare su questa via di fratellanza – ha detto Zuppi – nella convinzione che solo il dialogo e il rispetto permettono alle religioni di non essere usate dalla violenza, togliendo così al terrorismo qualunque pretesa di rappresentare la religione”.

Come dite? Che è sempre la solita zuppa? Ma no, ho detto Zuppi, non zuppa. E non fate sempre i moralisti ipocriti profeti di sventura sepolcri imbiancati rigidi duri di cuore pieni di putredine!

E torniamo ora a Roma, la nostra bella Roma, dove, come certamente avrete appreso, un cardinale di Santa Romana Chiesa, preso da sdegno per la situazione di numerose persone senza corrente, si è recato sul posto, ha aperto una botola, si è calato, ha trovato il contatore, tolto i sigilli e riattivato la fornitura di energia elettrica.

“Sono intervenuto personalmente – ha spiegato sua eminenza – per riattaccare i contatori. È stato un gesto disperato. C’erano oltre quattrocento persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi”.

Elemosiniere di sua santità, da tempo  impegnato a portare aiuti ai poveri della città, il cardinale ha aggiunto: “Non l’ho fatto perché sono ubriaco”.

Ma che cosa va mai a pensare sua eminenza? Noi tutti ritenoamo che si sia comportato da uomo giusto al posto giusto! D’altra parte, i signori cardinali non sono forse chiamati a servire il papa e il Vangelo usque ad effusionem electricitatis?

Come dite? Che sarebbe usque ad effusionem sanguinis? Vabbè, non siate i soliti cavillatori rigidi ipocriti con la mania del latino. La Chiesa deve rinnovarsi costantemente. E d’altra parte l’eminentissimo cardinale si è certamente ispirato al salmista: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”.

Come dite? Che la luce di cui si parla nel salmo è la verità divina e non c’entra niente la corrente elettrica?

Lasciate che ve lo dica: voi rigidi duri di cuore ipocriti pieni di putredine vecchie comari sgranarosari siete inguaribili.

A proposito. Pare che d’ora in poi ai nuovi cardinali, con la berretta e l’anello, sarà consegnata anche una tenaglia, così che possano rendersi ancora più utili nella loro lodevole attività. Quale? Ma quella di rottura dei sigilli, ovviamente. Inoltre, per l’assegnazione del titolo e della diaconia per i porporati, non ci sarà più un’apposita bolla, bensì una bolletta (non pagata).

Aldo Maria Valli