SCUSATE, LA SODOMIA DI LEONARDO CHE FINE HA FATTO

DI ROBERTO SCHENA

Incredibile: dopo 5 secoli è ancora vittima di omofobia.
Omissioni degne di uno stato confessionale: era troppo gay.

Mi sono rivisto su raiplay un vecchissimo sceneggiato Rai vecchia maniera fatto come Dio comanda, sulla vita di Leonardo. Ben fatto devo dire, oggi non sono capaci di farli così, soprattutto illuminante nei rapporti con la madre inesistente, il padre assente ma dopotutto amorevole, fu lui a metterlo a bottega dal Verrocchio, ossia il meglio dell’universo in quel periodo (c’erano pure i giovani Botticelli e Perugino!), i pessimi rapporti con le tre matrigne e i 10 fratellastri, uno più idiota dell’altro. Avidissimi, gli fecero causa per togliergli la sua quota di eredità col pretesto che fosse illegittimo. Imbecilli e ignoranti, oltretutto, se avessero tenuto buoni rapporti non solo il loro fratellastro li avrebbe fatti passare alla storia come famiglia esemplare (invece oggi sono solo polvere sconosciuta che nessuno vuole conoscere), ma li avrebbe anche coperti d’oro, perché divenne molto ricco e lasciò tutto o quasi al suo figlioccio Salaino. E a loro niente.
Ecco però che quando si passa al momento in cui fu denunciato per sodomia, all’età di 25 anni, ALT!!!, apriti cielo: la sceneggiatura incredibilmente omette di dire di che cosa fu accusato. Gli hanno fatto sì un processo, ma non si sa per che cosa! In realtà, quella vicenda giudiziaria spiega la grande discrezione di Leonardo per il resto della sua vita, tanto che la sua biografia affettiva ha dei buchi impressionanti. Non si capisce nemmeno perché Raffaello mise due omosessuali al centro della Scuola di Atene.
Per la verità diversi storici dell’arte di parte cattolico-bigotta ancora oggi negano che Leonardo fosse omosessuale, come lo negano di Michelangelo. Si inventano relazioni stranissime con donne chiamate in causa nei modi più fantasiosi, o castità religiosissime degne di asceti evirati. Sulla sessualità e sulle difficoltà a viverla da parte del primo artista-scienziato della storia non si è fatto nemmeno un convegno, mai. Pruderie purissima. Vi dà l’idea di quanto sia ipocrita e intimamente fascista questo Paese.
A 500 anni dalla morte, un film? Macché, nemmeno ci pensano. “Le storie gay non rendono”, dicono. Poi però quando gli stranieri le girano ambientate in Italia vincono gli Oscar. Dalla Rai a Mediaset, passando per il carrozzone inutile di Cinecittà, scrivono sceneggiature insulse su tutto, con Montalbano (e le sue donne) ci hanno fatto due cabbasisi così, ma su Leonarlo niente di niente. Nemmeno un Porta a Porta di Bruno Vespa, un Piero o un Alberto Angela, nonostante le centinaia di puntate e grande profusione di mezzi della Rai “per diffondere la cultura scientifica”
Ora, direte voi, che ce ne importa se era gay o meno? Era un genio, e questo basta. Beh, non è così che si studia e si divulga la storia, sappiate. Intanto, sulle relazioni amorose di molti artisti eterosessuali si sono scritti parecchi libri e un’infinità di sceneggiature. Non parliamo poi della Donna Ideale per Dante e per Manzoni.
Come Leopardi, uguale. Sessualità? Non pervenuta.