D’ORAZI (PD): DEGLI ALTRI CANDIDATI TEMO L’APPROSSIMAZIONE AMMINISTRATIVA

DI RUGGERO PO

Mauro D’Orazi, per tutti i carpigiani Dorry, si candida con il sindaco uscente Bellelli, scopre le carte e racconta la sua passione per la storia locale.

 

Alto funzionario agli Affari Generali del Comune di Carpi per una vita, in pensione da un anno, Mauro d’Orazi, 66 anni, decide ora di “saltare la staccionata” e candidarsi col suo ultimo sindaco, Alberto Bellelli. Oltre alla grandissima conoscenza della macchina amministrativa, “Dorry”, per gli amici, è un appassionato cultore della storia carpigiana e autore di oltre una decina di libri di cultura locale dialetto. Sua la collezione in assoluto più fornita di materiale fotografico della città – archivio che pubblica gratuitamente sulle sue pagine social – oltre alla grande passione per il dialetto.

Conosco Mauro dai tempi della scuola, da quando, nella Carpi delle polarizzazioni politiche lui era parecchio lontano dalla sinistra. Inevitabile chiedergli che cosa sia accaduto da allora. Quale sia stato il suo percorso politico.

“Io sono sempre stato una persona di libero pensiero – risponde D’Orazi – mi colloco in una posizione di centro sinistra illuminata da sempre. Non sono io a essere cambiato ma le situazioni: ero DC, Partito Popolare, Margherita e infine PD dal 2007. Con coerenza e tranquillità ho seguito la mia appartenenza di sempre che si basa su un fondo ideale molto “liberal” e continuo a farlo tutt’ora. Non mi andava di fare scelte innaturali per me, facendomi guidare solo da istinti rozzi e grossolani che alla lunga tendono a indebolire il tessuto democratico del nostro Paese. Credo fermamente nei valori della nostra Costituzione”.

D – Ci fossero ancora un Campedelli o un Cigarini ti saresti comunque candidato?

R – “L’amico Cigarini ha cambiato posizioni in modo molto più drastico, almeno mi pare.

D – In caso di elezione quale ruolo ti piacerebbe ricoprire?

R – Mi sono candidato nella Lista PD per il Consiglio Comunale. Se sarò eletto vorrei curare le cose che mi appassionano e che studio e approfondisco da anni a vantaggio della mia città: cultura, tradizioni locali, dialetto. Poi la sezione del Museo Etnografico che ha potenzialità incredibili, il turismo e la vitalità, la valorizzazione del centro storico.

D – Che cosa apprezzi di Alberto Bellelli? Che cosa temi, per la città, in casi di vittoria di una Boccaletti, di una Medici, di un Pescetelli?

R – Alberto Bellelli è una persona seria e preparata, risponde D’Orazi. Lo conosco dal 2003 e so che ci si può fidare di lui e della sua professionalità; è una persona sempre presente ai problemi della città e conscio delle grandi responsabilità che si assume. Sarà Sindaco per altri cinque anni e Carpi sarà in mani sicure. Alberto viene da lontano e andrà lontano. Degli altri candidati mi spaventa dal punto di vista politico amministrativo l’approssimazione, la non preparazione e la mancanza di esperienza per guidare una macchina come il Comune, ogni giorno sempre più complessa.

D – Ritieni che gli ultimi scandali, o presunti tali, che hanno investito il sindaco uscente e il suo ex vice, influiranno sulle scelte dei carpigiani?

R – Direi proprio di no a questo punto. Quello che fa male è sapere della trama pseudo segreta ordita, tradendo i rapporti in corso da anni. Le cose si potevano fare in modo chiaro già dal 2018, prospettando candidature alternative e alleanze diverse e dimettendosi dalla Giunta per seguire il proprio progetto alla luce del sole. Che problema ci sarebbe stato?

D – Da che cosa nasce la tua passione per la storia e la lingua carpigiana?

R – Io da tanti anni sono appassionato di storia e di vicende umana. Le mie letture sono solo ormai saggi e libri di storia. Anche sul locale piano piano si è allargata questa passione. Sulle tradizioni locali e sul dialetto ho poi conosciuto delle persone fantastiche con cui ho fatto squadra. Lentamente, una ricerca dopo l’altra, una foto dopo l’altra, ho cominciato a raccogliere il frutto di quanto raccolto in libri dedicati a Carpi, alla sua lingua, ai suoi usi e costumi, corredando il tutto con un imponente impianto di immagine d’epoca di cui sono quotidianamente alla caccia.

É stato così che ho scoperto la prima veduta di Carpi del 1858; era sotto gli occhi di tutti, ma nessuno aveva fatto caso allo straordinario valore di questa immagine. La Sezione Etnografica del nostro Museo contiene dei piccoli, ma preziosi tesori che dovrebbero essere fatti conoscere con mostre, libri, pagine web. Prossima amministrazione per tenerla in vita?