ELEZIONI MAGGIO 2019

DI PAOLO VARESE

Ci siamo, tra pochissimo lo scemario elettorale europeo sarà caldo come il telefono cellulare di un politico che scopre di aver comprato una casa a sua insaputa. In Italia i candidati non si sono risparmiati in quanto a slogan, da un originalissimo “ costruiamo lavoro e non odio” si passa al mai sentito “per cambiare l’Europa”. Immaginiamo gli uffici stampa necessitanti di vacanze lunghissime per aver partorito simili prodezze letterarie, ma d’altra parte i tempi stringono i panni stingono i denti stridono i partiti spendono, bisogna portare a casa il risultato. Certo, non dobbiamo nasconderci che sarà dura, molto dura, decidere tra tante eccellenze sarà difficile, anche perchè tutti i candidati insistono nel ricordare di non deviare dalla strada intrapresa, non sia mai che qualcuno impazzisca e decida di mettere al primo posto che so, la popolazione? No, loro sono coerenti, e ricordano sempre che il tema principale da affrontate è il lavoro. 1,2,3, bene, passato il momento di ilarità torniamo seri, e ricominciamo. Il lavoro dicevamo, come non portare avanti questa bandiera in tutta Europa? Cribbio, siamo il paese delle cooperative. Si, lo sappiamo, finte cooperative dove i soci cooperante lavorano, non contano nulla, ed in quanto soci non hanno diritto a tredicesima e quattordicesima, anzi, già che prendono un stipendio dovrebbero ringraziare. Ma lo stivale non si salva solamente grazie alle cooperative, ci mancherebbe, siamo inesauribili in quanto a capacità autodistruttiva, e quindi abbiamo inventato quella formuletta che si puo’ essere licenziati dopo tre rinnovi di contratto. Tiè, che uno sarebbe portato a pensare il contrario, dopo 3 contatti rinnovati vuol dire che sei bravo e quindi ti assumo, ma non stiamo parlando di gente comune ed egoista, qui si è pensato che se uno è bravo deve essere lasciato libero di farsi acquisire sul mercato. Stanno ancora cercando di capire come sviluppare i mutui legati a questi contratti, ma nel frattempo ti tirano su tanti bei palazzoni popolari dove accogliere in attesa temporanea chi non può permettersi di comprare casa e non riesce a trovare un lavoro stabile, o almeno detestabile. E le elezioni appunto consentono di proporre con forza e tenacia il proprio obiettivo, davanti a folle autosponsorizzate oppure diversamente informate. Perchè il credo politico è importante, cosa importa se poi non si crede al politico come persona, ciò che conta è che vengano rispettati i principi dell’ideologia, un po’ come tifare per una squadra di calcio, si segue anche se perde, e le palle invece di girare in campo girano agli elettori. L’importante è tenerle in moto, purchè non diventi un moto ondoso quando ci si trova immersi nella quella insomma avete capito. Purtroppo, e duole dirlo, difficilmente potremo ripetere alcuni exploit lessicali degli anni passati, alcun politico potrà mai superare il pathè d’animo pronunciato durante un consiglio dei ministri di remota memoria, e dobbiamo consolarci con persone a cui è stato imparato invece che insegnato, e con chi confonde alcune nazioni con le altre, ma crediamo fortemente nella capacità di migliorare. E poi, per fortuna, ci aiutano i social, grazie a cui loro possono condividere tutto ciò che vogliono, ma siamo stati ricompensati dalla sorte, e ci risparmiano scene nosiose in cui firmano atti o lottano in parlamento, no, loro ci gratificano con le foto della loro vita di tutti i giorni, cosa mangiano come vestono quale felpa indossare o quale rolex mettere sotto la maglietta rossa, insomma, lo spettacolo è assicurato. Ma è il mondo che è cambiato, a richiederci di rinnovarci, basta con i barbosi scritti politici, tanto cambiano i suonatori e la musica è sempre quella, suonata sempre male oltretutto. Ma siate pronti, tra poco potremo esprimere il nostro consensuale dissenso votando per il meno peggio, che è sempre meglio del peggio assoluto, perchè vorrebbe dire che va avanti nei partiti e nei movimento chi non è capace di lavorare o di studiare, e quindi passa il tempo a fare politica perchè non è richiesta competenza. Ma sarebbe impensabile, o no?