IL TRADITORE. PERCHE’ NON E’ VERO CHE I CRIMINALI UNA VOLTA ERANO DIVERSI

DI PAOLO VARESE

Napoli, una bambina sta ancora lottando disperatamente per scampare alla morte, a ciò che le è stato inflitto da una pistola impugnata da un criminale. Non perchè si trovava sul luogo dove alcuni terroristi avevano fatto un attentato, ma solamente perchè stava con la nonna in giro per la città, nel momento in cui due balordi volevano colpire un uomo. Per strada. Incuranti dei passanti. Un fatto che, inspiegabilmente, alcune persone hanno commentato come dovuto ai tempi moderni, perchè una volta i criminali rispettavano i bambini. Pensiero davvero inconcepibile, e basterebbe ricordare il piccolo Di Matteo, ucciso dai criminali di una volta per vendetta contro suo padre, pentito. Non semplicemente ucciso, ma sciolto nell’acido. Aveva15 anni, e quando venne rapito ne aveva 13. Un bambino. Per chi non avesse memoria di questi fatti, del modo di ragionare dei criminali, che si tratti dei cosiddetti uomini d’onore o dei picciotti o di altri appartenenti ad organizzazioni consolidate, sarebbe utile leggere, oppure rileggere la cronaca passata. Uno dei casi più famosi riguarda Tommaso Buscetta, il pentito, il traditore, come viene chiamato in un film di prossima uscita. Era un mafioso Buscetta, ed anche importante, uno che vantava vicinanza ai capi mafia, ma che poi, in seguito alle prima cattura, preferì abbandonare tutto ed andare in Brasile, dove gestiva i suoi affari poco puliti. Ma in seguito ad altre guerre interne, Toto Riina decise che Buscetta doveva essere tolto dallo scenario, perchè legato ad altre famiglie nemiche. Non riuscendo a trovarlo, gli uomini d’onore gli uccisero i due figli, poi un fratello, ed un genero, ed un cognato, ed infine quattro nipoti. Undici persone uccise di cui alcune innocenti, bambini. Vendette, così come per una vendetta la piccola Noemi è stata gravemente ferita a Napoli. Buscetta alla fine decise di collaborare con la giustizia italiana perchè anche lui non riconosceva piu’ la mafia. Allora forse è cambiata davvero la mafia, è cambiato davvero il pensiero dei criminali, non hanno più onore, mentre in passato erano diversi. Ma molto nel passato però, perchè a Portella della Ginestra, nel 1947, la banda criminale di Salvatore Giuliano uccise 16 persone e ne ferì altre 27, mentre manifestano e festeggiavano il 1° maggio. 16 persone morte, tra cui una bimba di 8 anni, due bambini di 12, ed altri minorenni. Erano persone appartenenti al Partito Comunista Italiano, una colpa gravissima. Ma fondamentalmente l’unica colpa per le vittime è quella di non essere dalla parte giusta, si fa per dire, della pistola. Perchè alla fine siamo tutti potenziali vittime di questi criminali, c’è poco da estraniarsi, e sicuramente non ribellarsi provoca un incremento delle possibilità di sopravvivenza, ammesso che non si ribelli qualche nostro parente, o qualche conoscente. Il sistema omertoso conta su questo timore, che ci si vendichi verso qualcun altro, nell’impossibilità di colpire lo sfidante. Un po’ come se, durante la seconda guerra mondiale, gli americani dopo l’attacco di Pearl Harbor avessero deciso di colpire non il Giappone, ma la Corea, perchè vicina di casa dei giapponesi ma meno potente. Si, un tempo i criminali erano diversi, ed infatti era il 1982 quando a Cava dei Tirreni la camorra uccise una bambina di 10 anni, figlia del Procuratore capo di Sala Consilina. Ed era il 1990 quando Nunzio Pandolfi, di nemmeno 2 anni venne ucciso mentre era in braccio al padre, appartenente ad un Clan di Napoli. E ci sono tanti altri nomi di bambini, di vittime innocenti, da ricordare, ma più importante è ricordare che i criminali non sono mai stati diversi, e non hanno mai rispettato la vita di nessuno, bambina, bambino, uomo o donna che fosse.