INSORGONO I SINDACATI DI POLIZIA: SI ABBASSINO I TONI

DI MARINA NERI

“Si abbassino i toni!” lo chiedono a gran voce i sindacati di polizia a reti unificate. SILP CGIL e SIULP mettono da parte il tradizionale riserbo e intervengono per auspicare un ritorno a confronti dialettici improntati a sobrietà.

L’esasperato presenzialismo e l’atteggiamento divisivo del Ministro dell’Interno sta mettendo a dura prova fan, oppositori e forze di pubblica sicurezza.

Fermi di polizia, controlli a manifestanti, striscioni raccolti, hanno fatto gridare ad un eccesso di interventismo da parte delle forze dell’ordine.

Una sensazione acuita dalle divise indossate di volta in volta dal responsabile del Dicastero dell’Interno e , in ultimo, dalla dichiarazione resa dal rappresentante di un sindacato dei poliziotti, SAP del Lazio, secondo il quale ” tra la Lega e la Polizia di Stato vi è un connubio indissolubile”(cfr. Il Foglio).

A una parte della popolazione, quella che non sostiene politicamente il ministro, che non ne apprezza la veemenza e virulenza dell’approccio dialettico, l’affermazione del sindacato riguardante il ” connubio indissolubile” è parsa quasi come un giuramento, una attestazione di fedeltà ad personam. E ha suscitato non poca inquietudine.

Da qui l’invito dei sindacati di polizia a tutte le forze politiche, incluso Salvini, a non gettare benzina sul fuoco, a non alimentare le fiamme e a sedare una situazione difficile non facendola degenerare.

Mai come in questi ultimi anni, infatti, la politica, sempre meno priva di contenuti,è scemata in un vero e proprio tifo da stadio che ha portato le opposte fazioni a scontrarsi, non di rado, anche fisicamente.

Maestro nell’ accendere gli animi, pro e contro, dominatore indiscusso dei media con le sue performance istituzionali, elettorali e personali è l’attuale Ministro dell’Interno . Non c’è giorno che egli non imperversi e, ormai, la cronaca politica viene infarcita sempre più spesso del gossip inerente scontri con la polizia e interventi degli agenti per tacitare le voci del dissenso.

Due giorni fa un centinaio di ragazzi ha contestato Matteo Salvini durante il suo comizio a Settimo Torinese.

“Meno uno” era lo slogan che i giovani gridavano durante il comizio del leader della Lega, sottolineando il fatto che il Carroccio non avrebbe avuto il loro sostegno. ” Il ministro visibilmente irritato ha sbottato contro i dirigenti di pubblica sicurezza colpevoli a sui dire di aver gestito male la piazza”( cfr. La Sicilia).

Un clima incandescente in tutta Italia ovunque vengano ospitati i comizi del capo del Viminale.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e intervenire i sindacati con la dichiarazione congiunta è stata l’ultimo episodio in ordine di tempo. A Brembate, una squadra di Vigili del Fuoco è stata chiamata a rimuovere uno striscione con su scritto ” Non sei il benvenuto” che faceva bella mostra di sé sulla facciata di una casa privata.

Era atteso Salvini in visita al paese.

In merito alla rimozione dello striscione il Comandante dei Vigili del fuoco di Bergamo avrebbe dichiarato:” Un intervento tecnico eseguito
sulla base di una decisione della Questura” (cfr. Repubblica)

Il Ministro si è dichiarato ignaro in merito agli aspetti salienti della vicenda. Lo stesso comandante dei Vigili avrebbe dichiarato che “la decisione era stata
presa dal dirigente del servizio di ordine e sicurezza pubblica predisposto dalla Questura in occasione della visita del ministro”. Un supporto che è regolato da norme precise e che rientra nella collaborazione istituzionale tra corpi della Stato”. (cfr. Repubblica).

L’episodio ha innescato, com’ era prevedibile, un susseguirsi di polemiche e prese di posizione.
Le stesse forze dell’ordine in più di un’ occasione sarebbero state additate come la longa manus del ministro perdendo la naturale connotazione di arbiter nelle contese animose a cui le piazze e le campagne elettorali ci hanno abituati, ormai, ad assistere.

La realtà è che esacerbando gli animi ogni aspetto della vita viene trasformato in Tifo.

E la Politica quella attuale, quella del divide et impera, è l’esempio più eclatante di tifo da stadio.

Dinanzi al dilagare di tensioni da perenne campagna elettorale i sindacati di polizia SILP CGIL e SIULP sono, quindi intervenuti chiedendo di ” ridimensionare l’esuberanza dialettica per evitare di complicare la vita a chi ogni giorno lavora per garantire l’ordine pubblico”(cfr. Huffington post)

I sindacati di polizia che ritengono mortificanti le accuse di eccesso di ” interventismo” a carico degli agenti atti a garantire l’ordine e la sicurezza nelle piazze durante i comizi, ritengono, tuttavia debba tornarsi ad una dimensione dialettica normale.

Daniele Tissone, segretario del SILP CGIL (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia di Stato) avrebbe dichiarato , “siamo alle prese con un ministro dell’Interno sui generis, diverso per aplomb, comportamenti e sensibilità da qualsiasi suo altro predecessore”. Eravamo abituati a ministri degli Interni molto più prudenti nelle esternazioni e negli atteggiamenti .Da chi riveste i panni di capo politico e ministro sarebbe auspicabile una maggiore sensibilità, soprattutto in un momento delicato come la campagna elettorale”.( cfr. Huffington Post)

Concordano sul punto gli altri suoi colleghi sindacalisti per i quali diventa esasperante e pericoloso un atteggiamento sprezzante e provocatorio.

“…Quando si fa un comizio in campagna elettorale bisogna sempre tenere presente che l’esuberanza dialettica può trasformarsi in scontro fisico e aggressione non civile nei confronti dell’avversario politico”.(Felice Romano segretario SIULP cfr Huffington Post).

Pollice verso o pollice in alto sembra di assistere quotidianamente ai giochi dentro l’arena. In tutto questo marasma il popolo è smarrito, instupidito con la teoria della distrazione e segue gli uni o gli altri fideisticamente magari ingurgitando sondaggi sviscerati dai moderni aruspici.

Questo continuo stillicidio di slogan di opposte tifoserie , non consente al paese di intraprendere un cammino coerente, civile, costante.

Si è sempre in assetto antisommossa, in attesa dei Daspo per i dissenzienti.

E gli animi di chi ci governa, sono troppo turbati o meglio, disturbati, per vedere con lungimiranza al futuro.

Caos preelettorale è il teatro odierno pregnante ormai la vita politica del paese.Un tifo da stadio inarrestabile.

“Fino a quando è Salvini a girare con la divisa della polizia o con quella dei vigili del fuoco, come ha suggerito su Twitter il professor Fausto Panunzi, ci si può ridere su. Ma se diventano la polizia e i vigili del fuoco a indossare la divisa di Salvini…(cfr. Il Foglio)”
L’ironia della supposizione scema dinanzi all’ inquietudine che la stessa ingenera e a cui i sindacati di polizia con l’invito rivolto a tutte le forze politiche, hanno cercato di porre rimedio.

Urla, schiamazzi confusione. Sceneggiatura in cui è facile poi apparire forti dando il comando di ripristinare ordine e disciplina.

È nella pacatezza
nel rispetto delle opposte visioni che nasce il dialogo costruttivo, sempre che l’obiettivo, ovviamente, sia il costruire.

Quando si comprenderà che la Politica non è tifo costante da ultrà, è mediazione, è dialogo, è l’elevarsi dalla condizione di lotta nel branco per il raggiungimento della pace sociale?