LO SPREAD VOLA. MA NOI ABBIAMO IL CAPITANO

DI EMILIO MOLA

Quando esattamente un anno fa i mercati prestavano soldi all’Italia, l’Italia concordava con quegli stessi investitori una restituzione dei prestiti con solo l’1,7% di interessi. E loro – i mercati, gli investitori – si accontentavano, considerando quell’investimento non molto remunerativo, ma almeno sicuro.

Poi, verso fine maggio 2018, man mano che diventava più concreta la possibilità di un’alleanza di governo tra Lega e 5 Stelle, quegli stessi mercati hanno cominciato a preferire altri Stati su cui investire i loro soldi.

Perché?
Perché i partiti di quel nascente governo promettevano agli italiani soldi che lo Stato italiano – già pieno di debiti – non aveva. Perché quei partiti, invece che di investimenti per creare occupazione e crescita, parlavano di fare altro debito e deficit per far smettere la gente di lavorare (Quota100) o per pagarla quando non lavorava (Reddito di Cittadinanza). E anche perché, quei partiti, ciarlavano di uscire dall’euro: col rischio per i mercati di vedersi restituire in carta straccia (una ipotetica Nuova lira ovviamente debole) prestiti da loro pagati in moneta forte: euro.

Così i mercati hanno cominciato a defilarsi: “Ok – dicevano – se a voi italiani sta bene, siamo contenti per voi. Ma i nostri soldi sono nostri e non possiamo rischiare di perderli in questo modo”. Che cattivoni eh?

Il punto è che, avendo il governo Lega-5Stelle comunque bisogno dei soldi dei mercati (ma non erano cattivoni?), il governo stesso ha cominciato a corteggiare disperatamente i mercati offrendo loro interessi sempre più alti (cioè sempre più soldi degli italiani):
“Vi supplichiamo, prestateci i vostri soldi! Ne abbiamo bisogno! Vi offriamo l’1,8%!”.
“No, è troppo alto il rischio che ce li facciate perdere”.
“Vi offriamo allora l’1,9%”.
“No”.
“Il 2%?”.
“No”.
“Il 2,3%?”
“No”.
“Il 2,5%?”
“Ne possiamo parlare. Il rischio è alto, ma l’offerta almeno è allettante”.

Risultato: da quasi un anno i cittadini italiani, a causa delle politiche e delle dichiarazioni di Salvini e Di Maio, pagano mediamente ai mercati il 2,5% ma anche il 3% di interessi con punte del 3,7%, invece dell’1,7% che pagavamo prima di questo governo.

Di cosa parliamo? Parliamo di miliardi di euro che potevamo risparmiarci, ma che tanto, come tutto d’altronde, pagheranno le nuove generazioni fra 10 anni quando dovranno restituire quei prestiti.

Nel frattempo nel resto d’Europa dove si ha un po’ più di rispetto per i propri figli è accaduto l’esatto contrario.
La Spagna che pagava l’1,21% ora paga l’1,06%.
Il Portogallo che pagava l’1,60% ora paga l’1,18%.
L’Irlanda che pagava lo 0,92% ora paga 0,53%.
Perfino la Grecia che pagava il 4% ora paga il 3,32%.

Ma noi abbiamo il Capitano.